Pane per i nostri denti

Ottenuta (almeno sulla carta) la tanto agognata parità,
ecco che noi donne e mamme del terzo millennio,
per quanto metropolitane,
abbiamo deciso di recuperare alcune delle tradizioni,
tramandateci non dalle nostre mamme,
che, impegnate come erano ad emanciparsi,
mai avrebbero auspicato per le loro figliole una deriva dal sapore tanto antico,
ma dalle nostre nonne, per non dire bisnonne.

Nel mio caso in realtà, avendo avuto una nonna
che non ha mai cucinato neanche un piatto di pasta,
le origini di questa mania andrebbero ricercate
in non so quale antico ramo del mio albero genealogico o,
più probabilmente,
sono arrivata per conto mio a questo punto dell’evoluzione
(qualche femminista della prima ora direbbe ‘involuzione’)
della storia del genere femminile,
spinta da un primordiale istinto alla panificazione.

Così, per non farci mancare niente,
oltre al lavoro, ai figli, alla casa, ai mariti (che pure sono un bel fardello)
molte di noi, non solo cedono il meno possibile
alla tentazione del cibo pronto,
ma si cimentano nella preparazione di pane casereccio.

Tra un problema di carriera e una telefonata di lavoro,
state pur certi che, durante un discorso con una mamma milanese,
la ricetta di una bella focacciona, di una fragrante pagnotta o di una gustosa pizza,
salta sempre fuori.

Un po’ è anche una moda.
Basta vedere quanto è aumentato nei supermercati lo spazio dedicato alla farine.
Ci sono farine di tutti i tipi,
le più à la page ne prendono di deliziose addirittura in Svizzera,
diventata di questi tempi, per non so quale oscuro motivo,
terra promessa non più solo di cioccolata, gruviera e orologi,
ma anche della preziosa materia prima.

Io è da un po’ che, da brava massaia, sforno prelibatezze,
ma solo a Natale si è aggiunta alla mia già ben attrezzata cucina,
una meravigliosa impastatrice.

E così oggi, rientrata a casa appena ieri dopo qualche giorno in montagna,
ho potuto giocare con il mio nuovo attrezzo.
Impasta di qua e impasta di là,
ci siamo mangiati una fantastica pizza
e per sta sera ho già pronto del buon pane fresco.

Così, un po’ per moda, un po’ per l’impazienza di usare il tecnologico robot,
ecco svanire i miei progetti di smaltimento delle calorie in eccesso accumulate durante le vacanze,
soppiantati dall’ingestione di tonnellate di carboidrati.

Devo assolutamente riprendere l’altra sana abitudine delle mamme milanesi:
andare a correre al parco.

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