Quando la nanna diventa un problema

Sabato in radio mi dovrò cimentare con un’annosa questione:
come fare se il bébé non vuole saperne di dormire?
Per questo avrei bisogno del vostro aiuto.
Per arrivare preparata al programma mi sono documentata su diversi volumetti.
Primo tra tutti il controverso e famigerato Fate la nanna di Estivill.
Voi, care mamme blogger e non, l’avete mai usato?
Cosa ne pensate?
Io, onestamente, non l’ho mai neanche preso in considerazione:
un po’ perché non posso sentire piangere i miei bimbi per più di un secondo
un po’ perché, direte voi, sono stata piuttosto fortunata
e il momento della nanna non mi sembra sia mai stato un dramma in casa mia.
In generale però io condivido metodi più soft,
come quello suggerito da Tracy Hogg nel suo Il linguaggio segreto dei neonati
o dalla montessoriana Grazia Honegger Fresco autrice del volume Facciamo la nanna.
All’estremo opposto del metodo Estivill, i fautori del co-sleeping,
nel far cioè dormire i piccoli nel lettone con mamma e papà.
Ma in questo caso, mi domando, che fine fa quel minimo di intimità di coppia
già così difficile da preservare con l’arrivo di un cucciolo?
Datemi una mano a di panare la questione, care mamme,
e, se vi va ascoltatemi sabato dalle 9.00 alle 9.30 circa su Radio Hinterland
(per ascoltare http://www.radiohinterland.com/?q=taxonomy%2Fterm%2F272)
e commentate qui o sulla pagina Facebook di Genitori 3.0!

14 thoughts on “Quando la nanna diventa un problema

  1. Io ho seguito le indicazioni di "facciamo la nanna" di grazia honegger fresco.
    Per quanto riguarda l'intimità….credo ci sia un tempo per ogni cosa! :-))))

    1. Anche secondo me Facciamo la nanna è un ottimo libro.
      Per quanto riguarda l'intimità, è verissimo che c'è un tempo per tutto, ma io per intimità di coppia intendo anche quei dieci minuti prima di addormentarsi in cui, magari sfiniti, si chiacchiera tranquilli, senza la paura di svegliare, disturbare o addirittura schiacciare (!!) un piccolino…io i miei bimbi a fare la nanna nel lettone non li ho mai messi, ho sempre preferito alzarmi anche tante volte, anche se ogni tanto pesa…

  2. Sei prontissima! Hai già condensato tutte le opinioni che ti avrei suggerito io. (Il che dovrebbe farti dubitare molto in realtà..! 🙂
    Ma sul fatto di evitare estivill non si insiste mai abbastanza..cogli l'occasione in radio per ribadirlo..! Povere bestiole di bambini..
    In bocca al lupo!

    1. Penso che tu abbia ragione, per me è assurdo non "ascoltare" un bambino che piange, della serie "piangi e disperati pure, che tanto io non ti considero", ma mi piacerebbe sentire qualche mamma che invece è una sostenitrice del metodo Estivill!

    1. Ciao Isabella grazie! Ho letto il tuo blog questa mattina presto, visto che, tanto per restare in tema, il mio bambino si è svegliato all'alba (credo causa dentini, ma forse era il pancino o non lo so!!! 🙂 ).
      e complimenti per il blog, l'ho trovato molto bello!

  3. Non ho mai letto un libro sull'argomento, però sono riuscita a mettere i miei figli a dormire da soli abbastanza presto, con il metodo delle "mezze misure". A dire il vero con il primo ho tentato di non farmi irretire dai suoi pianti notturni, ma quando al lavoro ho rischiato di accreditare diverse migliaia di euro sul conto corrente sbagliato perché il sonno arretrato mi aveva ottenebrato la facoltà di intendere e di volere ho capito che urgeva una soluzione condivisa. Entrambi per i primi anni di vita si sono addormentati nel lettino per poi essere travasati nel lettone in caso di risveglio notturno, che poteva avvenire entro un lasso di tempo che andava da un'ora a sei ore. Ho sempre cercato però di far capire loro che il loro posto era nella loro camera, nel loro letto. In breve tempo i risvegli notturni si sono diradati fino a scomparire e prima della materna dormivano entrambi serenamente fino al mattino nel posto giusto.

    1. Credo che una "soluzione condivisa" sia quello che tutte dovremmo cercare in questi casi. Trovare una ricetta pronta che vada bene per tutti i bambini, per tutte le mamme e per tutte le famiglie è impossibile per il semplice fatto che, in questo modo, non si terrebbe conto dell'unicità e dell'individualità di ogni bambino, mamma e famiglia.

  4. Ci sono molti punti interessanti in questo racconto … il metodo delle "mezze misure" mi sembra molto adatto sia al bambino, che alla mamma. Crea davvero il "posto giusto" per il piccolo, che impara a riconoscere la sua stanza, il suo lettino (suoni, colori, odori che caratterizzano questo ambiente, tutto suo sin da subito non solo a partire dall'adolescenza!) e dà il posto giusto anche alla mamma, che il giorno dopo necessita di energie per le sue attività e ha diritto di riposare bene e il più possibile!
    Anche nella mia esperienza di madre c'è tanta navigazione a vista nel mare mutevole del mondo bambino, con un occhio a tutto quello che ci succede intorno senza perdere di vista se stessi!

    1. E' un po' quello che ho sempre cercato di fare anch'io, anche se a volte non è semplice.
      E' facile per una neo-mamma rischiare di perdere di vista se stessa, ma credo sia davvero importante cercare il punto di equilibrio tra sé e il bambino per vivere bene la propria maternità e per far crescere un bambino felice!

  5. Ciao Giuli. Il tema è molto interessante. Anch'io ho una domanda: perchè non si pensa mai che la causa del disturbo del sonno del bambino possa trovarsi proprio nella sua cameretta o in casa?

  6. Roberta, io aiuto i genitori a trovare il modo per fare dormire i bambini nel loro lettino senza pianti e forzature. Mi ha incuriosito la tua domanda, cosa intendi quando scrivi che la causa del disturbo possa trovarsi in casa o in cameretta?
    Colgo l'occasione per segnalare la possibilità di scaricare una risorsa gratuita sul mio sito web, un e-book su come favorire il sonno dei bambini nei primi mesi di vita
    http://sonnobambini.it/ebook-consigli-sonno-bambino/

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