Quando la neve salvò la sottoscritta

Che nessuno mi venga a dire che la nevicata di venerdì scorso è stata una scocciatura.
Evviva la neve.
No, no.
Non parlerò di come i bambini hanno assistito ammirati allo spettacolo di una Milano candida,
o hanno ascoltato meravigliati il silenzio della mattina,
appiccicando i loro faccini e le loro manine alle finestre.
Parlerò invece di qualcosa di molto più prosaico e meno poetico.
Parlerò di me che, stanca morta, giovedì scorso rientravo dal lavoro con la macchina che,
voglio mettere le mani avanti,
qui a Milano uso pochissimo, per non dire mai.
Mi ero stupita, nell’ordine, di due cose:
– non c’era posto da nessuna parte;
– c’erano diversi posti liberi in una certa via dietro casa.
Ovviamente, non mi sono chiesta il perché e il per come.
Ho parcheggiato e via a casa.

Il tema macchina si è riproposto questa mattina verso le 7 quando,
giuliva, ho detto a mio marito che domani devo andare a lavorare di nuovo fuori citt
e che, quindi, avrei preso la macchina parcheggiata da giovedì in quella certa via.

“Coooosaaa?” – Mio marito stava per collassare e io ho iniziato a pensare al defibrillatore.
“Ma venerdì lì c’è il mercato!!!!!!! L’hanno rimossa DI SICURO!”
Panico.
Chi potrà mai andare a ritirare la macchina chissà dove oggi?
Chi mai potrà sborsare tutti quei soldi?
Immane catastrofe.

Alle 7.30 chiamo i vigili.
“Mi hanno rimosso la macchina targata così e cosà”.
Il vigile cerca la targa.
“Non risulta nessuna macchina targata così”.
In quel momento ho realizzato:
la soffice coltre di neve che ha coperto Milano venerdì ha impedito il mercato.

Mio marito corre a controllare: tutto ok, la macchina c’è, neanche una multa,
niente di niente.
Solo una bella macchinina che aspetta la sua mamma per portarla al lavoro domani.

Catastrofe evitata, portafoglio salvato, giornata non persa, divorzio sventato.
La neve mi ha portato fortuna, questa volta, non c’è che dire.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.