Quel ramo del lago di Como…

Il famoso ramo del lago di Como, che ha ispirato tanti grandi, da Alessandro (Manzoni) a George (Clooney), ha recentemente fatto riflettere anche me, ben più modesta “mammaamilano”.

La scorsa settimana proprio lì dovevo recarmi.
Partenza all’alba da Milano Centrale.
Il destino, sempre beffardo con noi mamme, ha voluto che mio figlio la sera prima avesse la febbre.
La babysitter alla mattina non c’è (è a scuola, la piccola).
Mio marito, il super manager, ha dovuto restare a casa, perchè il mio impegno era, incredibile ma vero, più improrogabile dei suoi.
Sono partita da vera donna-in-carriera-per-un-giorno.
Cartella di Ferré, tailleur e tacchi.
Sul lago il tempo era splendido.
In pausa pranzo ho preso un bel gelatone e mi sono seduta su una panchina.
E vai con le paranoie.
Quel giorno sono giunta ancora una volta alla conclusione che per noi donne il nodo non si scioglie, la contraddizione è l’unica dimensione in cui siamo destinate a muoverci.
Eccomi lì, per un giorno quella che forse avrei potuto essere TUTTI i giorni.
Poi magari un’anatra svolazza al pelo dell’acqua o passa un camion gigante… e pensi a come sarebbe entusiasta il tuo bambino se fosse lì con te a vederli.
Poi ti chiedi cosa avresti potuto essere.
E sai di aver scelto tra tante “te stesse”.
Perché nessuna di noi è una cosa sola.
Passi la tua giornata di lavoro e mentre parli ti chiedi se il tuo piccolo avrà ancora la febbre, se la babysitter sarà arrivata, se tutto a casa procede, se non proprio perfettamente come quando ci sei tu, almeno in modo passabile.
E vorresti essere lì dove sei, ma anche altrove.
Insomma, non se ne esce.
Ci arrabattiamo tutti i giorni per tenere insieme tutto e tutti,
siamo il centro di gravità intorno al quale ruotano le persone per noi più preziose.
Tornando in treno ho fatto la lista della spesa per il compleanno del mio bambino.
E non sia mai che al suo compleanno abbia una torta presa in pasticceria e non fatta da me.
Il bambino ha poi tossito tutta la notte,
e ho fatto avanti e indietro dalla mia camera alla sua.
Ma non ero stanca, pensavo e ripensavo a me e a tutte noi.
Sono certa che mio marito, che pure è un padre meraviglioso, non avrà passato la giornata a chiedersi se avrebbe potuto, nella vita, fare il mammo anziché il manager.
Solo qualche giorno dopo, quando ho visto gli occhi di mio figlio illuminarsi davanti alla sua torta,
ho pensato che il più della fatica e del sacrificio sono solo nostri.
Ma è solo nostro anche molto, molto altro.
Ne vale la pena, ragazze.

9 thoughts on “Quel ramo del lago di Como…

  1. Condivido mia cara, a volte ci facciamo di quelle seghe mentali da paura … I bimbi hanno una logica nella semplificazione , nell'analizzare le cose e nel godersele …. da far paura. per questo sono una grande sostenitrice dei loro pensieri puliti e logici.

  2. Sì davvero, siamo esperte di paranoie…e poi basta parlare un attimo con i piccoli e tutto sembra più semplice! Hanno una logica semplice e stringente!

  3. che bello le mamme! noi figli non le ringraziamo mai abbastanza:)
    bella location! io però toglierei fra clooney vicino a manzoni:) chissà, magari a quest'ora il grande ale si sta chiedendo ma chi sarà mai questo george? che avrà scritto di così tanto famoso?:)

  4. Ti assicuro che le paronoie ce le facciamo anche dall'altro lato della barricata (le single o sposate senza figli). Ma con un'unica, gigantesca differenza: non credo si possa davvero sapere cosa sia la maternità senza essere madri. Quindi prendi con le pinze quello che scrivo. Ma temo che a noi non-madri non resti che ragionare a tentoni, goderci quello che abbiamo e avvertire un horror vacui di cui non comprenderemo mai fino in fondo il mistero. Non dico che saremo sempre incomplete, ma certo ci mancherà sempre qualcosa. A voi, invece, gli occhi dei vostri figli possono darvi una conferma immadiata alla domanda che tutte (madri e no) ci poniamo: ne è valsa la pena? E la risposta credo che sia sempre un sì!

  5. forse hai ragione, cara Fede, essere mamma è una fortuna e, in un certo senso, i figli, comunque vada il resto, un significato alla nostra esistenza la danno. Questo non ci esonera però, ahimé, dall'essere sempre alla ricerca di…che cosa? Bo!

  6. ho pensato che il più della fatica e del sacrificio sono solo nostri.
    Ma è solo nostro anche molto, molto altro.

    HO COPIATO IL CONCETTO CHE SECONDO ME RACCHIUDE TUTTO!

    Milioni di paranoie, giustificazioni interne che a poco servono, ricerca di conferme in tutto, milioni di problemi mentali che rimangono SOLO NOSTRI…. e di nessun altro… come del resto rimane SOLO NOSTRO quel senso di complicità totale con i pupi… e molto altro!!!

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