Quello che penso sull’utero in affitto

Oggi, dopo la notizia della nascita del figlio di Nichi Vendola e dopo tutta una serie di post sull’argomento che mi è capitato di leggere su Facebook, mi va di parlare di una questione seria e di attualità.
Finalmente anche in Italia abbiamo una legge sulle unioni civili, era ora. Come c’era da aspettarsi alcuni punti non sono passati, ma, per lo meno, anche il nostro paese si è messo su quella strada. Certo che penso che due persone omosessuali possano crescere benissimo un bambino, dunque speriamo che prima o poi si rifletta più seriamente sul tema delle adozioni.

Detto questo, il tema dell’utero in affitto, è un tema diverso, che, peraltro, non riguarda solo le coppie omosessuali, ma anche le coppie etero che non riescono ad avere bambini.

E questa della maternità surrogata mi sembra veramente un ritorno indietro, più che un andare avanti. Mi pare non un allargamento dei diritti (cosa che ritengo SEMPRE auspicabile), ma piuttosto una nuova strada per l’ennesimo sfruttamento del corpo delle donne.

Allora, io sono in una condizione di difficoltà, non ho niente, tranne il mio corpo, la mia giovinezza, la mia salute. Cosa posso fare? Noleggiare il mio utero a chi ne ha bisogno. 

E poi?

Io ho riflettuto molto sulla maternità (anche troppo, sono quasi stufa!) in tutte le sue sfumature. E’ possibile per una donna portare in grembo un bambino per nove mesi e poi lasciarlo andare così, senza problemi, in cambio di un assegno?
Abbiamo detto che i figli sono di chi li ama. Dunque non ha importanza se quell’ovulo è di un’altra donna e se quel seme è di un uomo che la gestante neanche conosce. Quello che conta è che in nove mesi un bambino che cresce dentro di te non può non diventare parte di te. Di te che credevi, forse, di riuscirci senza problemi, a non considerarlo tuo, ma poi…ma poi i suoi movimenti, le ecografie, il battito del suo cuore, che arriva da dentro di te, non può lasciarti indifferente. Io non ci credo.

E allora io penso che le donne andrebbero tutelate anche da questa forma di sfruttamento, oltre che da tutte le innumerevoli altre.

Lo so che in alcuni paesi questa pratica è consentita solo in forma diciamo “altruistica”, ma io credo che spesso e volentieri qualche assegno sottobanco giri eccome…o no? Quanti saranno i casi di donne senza problemi economici che decidono solo per altruismo di portare avanti una gravidanza per conto altrui? Mah…

Mi sbaglio? Sono out? Cosa ne pensate voi, sagge mamme che mi leggete?

10 thoughts on “Quello che penso sull’utero in affitto

  1. Giuliana concordo in pieno per tutti i casi in cui c’e’ sfruttamento, dove cioe’ non c’e’ una situazione di parita’ ma un richiedente pieno di soldi (che sia omosessuale o meno poco importa) ed una donna disagiata…la metto sullo stesso piano del traffico d’organi e non mi interessa nemmeno sapere se il bimbo verra’ allevato con amore o meno, perche’ e’ il principio che trovo immorale.
    Pero’ leggendo ed informandomi un po’ (ad esempio attraverso il blog di The Queen Father che apprezzo molto) ho scoperto che in molti paesi questa pratica e’ volontaria e gratuita…di solito vi ricorrono donne che vogliono aiutare parenti o amici (sorelle sterili ad esempio) ma anche donne che lo fanno per pure altruismo per perfetti sconosciuti iscrivendosi a registri appositi e sottoponendosi a tutte le analisi e le procedure del caso.
    Queste ultime hanno tutta la mia mmirazione perche’ credo ci voglia un coraggio enorme a staccarsi dalla creatura che hai portato in grembo per 9 mesi, anche se hai un sostegno psicologico, anche se sin dall’inizio sai che quel bambino non sara’ mai tuo figlio…mi metto nei loro panni e mi chiedo che cosa possano provare e quali sentimenti vivano…
    Comunque ho anche letto che nella magigor parte dei paesi esiste il diritto al ripensamento, ovvero una volta nato il bimbo si chiede nuovamente alla mamma surrogata se intende lasciarlo alla coppia che lo desidera oppure vuole tenerlo….e in quel caso ne diventa legamente genitore per sempre…certo l’argomento e’ molto difficile perche’ come dici tu anche l’apparente volontarieta’ potrebbe nascondere situazioni di sfruttamento….il mio pensiero e’ che pur comprendendo le ragioni che spingono una persona a voler avere un figlio e creare una famiglia bisognerebbe orientarsi di piu’ verso le adozioni, alleggerendo la trafila burocratica ed aprendo le porte a single e omosessuali, ci sono cosi’ tanti bambini sofferenti negli istituti che sarebbe bello poter dare a tutti loro una famiglia e tanto amore

    1. ciao SilviaFede, concordo pienamente. L’argomento è molto molto delicato e non è facile prendere una posizione netta e probabilmente sarebbe anche sbagliato. Certamente penso anch’io che oggi sarebbe importantissimo rivedere la trafila per le adozioni, snellire le procedure e renderle più rapide. Oltretutto spesso le adozioni internazionali sono molto costose. Bisognerebbe impedire che fossero un business. Ieri poi, sulla pagina Facebook, un lettore del blog portava il focus sull’impatto che potrebbe avere sul bambino il sapere della propria origine tramite maternità surrogata…il tema è davvero complesso, sfaccettato e difficile!

  2. Ciao Giuli anche io come te ho riflettuto molto, ho letto mi sto informando anche xkè le mie figlie fanno domande ben precise visto che si trovano in un’età particolare e…sto quasi avendo la nausea.
    Ho letto cose assurde. Di un estremismo allucinante da ambedue le parti e mi spiace dirlo ma coloro che sono più estremisti sono proprio gli omosessuali. Non esterno spesso (anzi praticamente mai) il mio pensiero su questo argomento xkè lo ritengo troppo personale e le persone non hanno a mio avviso la lucidità e l’apertura mentale (assurdo no?) di comprendere chi non ha lo stesso pensiero. E lo sono in egual misura chi è a favore e chi è contro.
    Sull’utero in affitto la penso come te. Non ci ho mai visto e mai ci vedrò altruismo. Chi lo fa lo fa x soldi e x necessità. Punto.
    Mi ha raccontato una persona che (insieme a sua moglie) ha adottato un bambino in un orfanotrofio proprio in un paese in cui è permesso la pratica di utero in affitto…beh è sconcertante il fatto che chi ha soldi può permettersi tutto. Chi non ha nulla debba per forza di cose usare il proprio corpo x avere un introito. Lo trovo di uno squallore infinito. Ma tu lo sai che in uno di questi paesi le mamme spesso abbandonano i figli xkè non possono permettersi di tirarli su e poi prestano il loro corpo ad altri?
    Sono sempre stata pragmatica e non ho mai creduto alle favole. La beneficenza lascia il tempo che trova. Perchè x una maggioranza di persone che lo fa x convinzione c’è sempre una minoranza che alla fine dei conti riesce a metterci del marcio.
    Scusa non è polemica ma leggendo qua e la mi ha dato molto fastidio sentire che le persone mettono a disposizione il proprio corpo solo e soltanto x altruismo. Si ed io sono ET.
    Un abbraccio e scusa ma mi sono sentita molto più a mio agio a commentare qua (che praticamente non lo faccio sempre) e non dove in teoria mi sentirei più “a casa”. Buffo no?

    1. ciao Cricri, mi fa piacere che tu abbia espresso proprio qui la tua opinione…:) in effetti sono d’accordo con te, non credo che siano molte le donne che si presterebbero a questa pratica per puro altruismo…ci sarà qualche rarissimo caso, niente di più. Per il resto, farlo diventare solo uno squallido business di sfruttamento di donne in difficoltà è facilissimo…Un abbraccio!

  3. @CriCri: ovviamente rispetto la tua idea pero’ volevo farti presente che nei paesi piu’ ricchi dove e’ prevista la pratica dell’utero in affitto, Inghilterra e Canada ad esempio la pratica avviene solo in maniera volontaria e gratuita e le donatrici sono persone benestanti che non hanno necessita’ economiche.
    Rimane aperto assolutamente il discorso morale, dove ognuno puo’ pensarla come meglio crede ed anche tutti i dubbi su come possano viverla queste donne….pero’ sul fatto che lo facciano in maniera gratuita e per puro volontariato no. Io onestamente non lo farei mai, forse per una sorella, ma non posso dirlo visto che sono figlia unica pero’ non siamo tutte uguali a questo mondo…
    Certo diversa e’ la situazione dei paesi poveri dove avviene tutto cio’ di cui hai scritto ed e ‘ una pratica vergognosa…

    1. Ma certo, quando c’è volontarietà è tutta un’altra cosa…è che penso sia molto difficile valutare la volontarietà e soprattutto evitare abusi. Temo che anche in quei paesi sia molto facile aggirare la legge (tu dici che sei volontaria e che lo fai solo per altruismo, poi io ti passo sottobanco un assegno). Insomma, è molto molto delicata la questione…e credo a rischio di distorsioni terribili.
      Un abbraccio!

  4. Si Giuliana mi trovi perfettamente d’accordo….ammesso che ci sia volontarieta’ piena (cosa che magari e’ come ho scritto essendo persone benestanti) rimangono tutti i dubbi sulle implicazioni psicologiche di madre e bambino nel compiere un gesto del genere…quindi e’ davvero tutto molto complesso ….di certo dove c’e’ passaggio di denaro e’ una vergogna per l’umanita’

  5. Leggo solo ora.
    Anch’io nutro le tue stesse perplessità riguardo a utero in affitto. Io personalmente non potrei mai farlo, forse per una sorella…o forse per mia cugina, che non ha potuto avere figli…non so per loro potrei pensarci, ma per estranei proprio no, dovrebbero strapparmelo il bambino (Se no scappo e non mi faccio trovare) . E non mi vengano a dire che lo fanno gratuitamente e per generosità verso chi non ha figli perché non ci credo. Un nostro amico gay è andato in America, si è sposato, ha avuto un bambino con un ovulo di una sconosciuta (gli hanno fatto scegliere la donatrice da un catalogo) e poi impiantato in un utero in affitto. Il compagno ha adottato il bambino dopo la nascita.
    Più di 100.000 euro al laboratorio ed ha pagato la “portatrice” di suo figlio, circa 2.000 euro al mese per i nove mesi più i tre di allattamento.
    Questa signora è benestante (neanche la scusante della povertà) lavora (usufruisce dei permessi per gravidanza), è sposata, ha tre figli suoi ed ha già prestato l’utero 4 volte. E’ stata anche intervistata, ed ha detto che lo fa per rendere felici persone che altrimenti non diventerebbero genitori. Se voglio rendere felici persone lo faccio gratuitamente, e non facendomi pagare più di 25.000 a gravidanza…già ne ha fatto 4…fai un po’ di calcoli…

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