Mamme in carriera e mamme che non lavorano

Mamme in carriera: a queste latitudini tutte le mamme lavorano.

 
Ci sono quelle davvero in carriera. E giù con i sensi di colpa.
Ci sono quelle che lavorano un po’, ma hanno messo da parte le loro ambizioni. E si vergognano a dirlo.
Ci sono quelle che non lavorano davvero, ma una professione se la inventano, giusto per le chiacchiere da parco.
Ci sono quelle che non hanno ancora capito bene cosa vogliono esattamente.
 
Tutte le mamme si arrovellano troppo da queste parti.
 
Forse dovremmo essere più zen su questo tema del lavoro.
Più solidali, anziché sempre pronte a criticare questa e quella (“la Roby lavora troppo, dei figli se ne frega”, “la Bea non lavora più: che sfigata, sai che vita grama quando i figli crescono…”).
Eh no ragazze, così non ci passa più!
 
 
 
Ecco l’unica cosa che abbiamo da imparare dagli uomini: fare squadra.
 
Così, diciamolo, l’argomento ‘lavoro’ è un incubo per tutte.
 
Per me di sicuro. Non se ne esce.
 
Intanto credo che farò un altro figlio, poi si vedrà.

Mamme in carriera o non in carriera, dovremmo imparare ad essere comunque e sempre solidali tra noi. E questa è una cosa che dovremmo imparare dai nostri compagni. Un po’ di complicità non guasterebbe, anche perchè siamo tutte sulla stessa fragile barca della maternità e delle possibilità (in Italia scarse, ahimè) della conciliazione.

Troppe volte si sentono mamme che giudicano le scelte, comunque sempre sofferte, delle altre mamme rispetto al lavoro. Qualunque sia la decisione presa (lasciare il lavoro o continuare a lavorare), è comunque una decisione che fa soffrire. E forse un po’ più unite potremmo davvero fare la differenza nella battaglia per ottenere politiche che facilitino davvero la conciliazione e anche per cambiare la mentalità generale, per cui il problema resta sempre e solo un problema femminile.

Per altri post su questo tema vai qui.

 

One thought on “Mamme in carriera e mamme che non lavorano

  1. Ballata delle donne

    Quando ci penso, che il tempo è passato,
    le vecchie madri che ci hanno portato,
    poi le ragazze, che furono amore,
    e poi le mogli e le figlie e le nuore,
    femmina penso, se penso una gioia:
    pensarci il maschio, ci penso la noia.

    Quando ci penso, che il tempo è venuto,
    la partigiana che qui ha combattuto,
    quella colpita, ferita una volta,
    e quella morta, che abbiamo sepolta,
    femmina penso, se penso la pace:
    pensarci il maschio, pensare non piace.

    Quando ci penso, che il tempo ritorna,
    che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
    penso che è culla una pancia di donna,
    e casa è pancia che tiene una gonna,
    e pancia è cassa, che viene al finire,
    che arriva il giorno che si va a dormire.

    Perché la donna non è cielo, è terra
    carne di terra che non vuole guerra:
    è questa terra, che io fui seminato,
    vita ho vissuto che dentro ho piantato,
    qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
    la lunga notte che divento niente.

    Femmina penso, se penso l’umano
    la mia compagna, ti prendo per mano.

    Edoardo Sanguineti

    Per le mie amiche , splendide donne meravigliose amiche e strairdinarie mamme!
    C

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