Razzisti in erba

Oggi mi tocca scrivere di questa storia.

Sono già passate un paio di settimane,
ma ho cercato di prendere un po’ di distanza da un episodio assurdo capitato al mio bambino.
Comunque, a prendere le distanze non ci sono riuscita.
In parole povere, sono ancora incazzata nera.
Dopo un paio di settimane di asilo, il bambino continuava a parlare di scarafaggi.
Oddio, vuoi vedere che all’asilo ci sono gli scarafaggi? Ho pensato.
Un giorno la maestra mi riferisce che il piccolo
chiamava “scarafaggio” un bambino di colore
(con il quale, tra l’altro, giocava e gioca sempre).
Ora, visto che di difetti io e mio marito ne avremo tanti,
ma di certo razzisti non siamo,
siamo rimasti, diciamo, di sale.
Anzi, di merda.
Insomma, a essere razzisti si impara da piccoli.
Ecco che nell’asilo della zona uno di Milano, in centro,
bambini (che forse non hanno neanche mai visto uno scarafaggio),
paragonano i loro compagni a quegli schifosi insetti.
Giuro che quel giorno, tornando a casa, mi è venuto un nodo alla gola.
E’ chiaro che, prima o poi, tutti i bambini debbano venire a contatto con queste cose.
Ma tre anni sono veramente pochi.
Ero pronta a parlare di parolacce, di botte, ma di intolleranza razziale ancora no.
Abbiamo un po’ indagato, sia con il bambino che con le maestre.
E è venuto fuori che il mio bambino ripeteva quello che sentiva da un paio di bambini più grandi (“più grandi” vuole comunque sempre dire massimo 5 anni!),
senza ovviamente capire quello che diceva.
Così come quei bambini più grandi l’avranno ripetuto dai loro genitori senza capire.
Ok, se devo parlare al mio bambino già adesso di questi temi,
cercherò di farlo.
Ma non è facile.
Quando, con mio marito, gli abbiamo spiegato che è meglio chiamare i bambini solo con il loro nome,
il bambino mi ha guardato un po’ interdetto con i suoi occhioni e mi ha detto:
“mamma, allora posso chiamarlo ‘cioccolatino’ quel bambino?”
(anche questa del cioccolatino non può essersela pensata da solo, mi sono detta, allora la presa in giro del piccolo straniero è andata a vanti per molto e reiteratamente…).
“No amore, neanche cioccolatino, va benissimo il suo nome e basta”.
“Ma mamma” mi ha risposto lui, “il cioccolatino è una cosa buonissima!”.

5 thoughts on “Razzisti in erba

  1. E' difficile commentare un simile post… Immagino scriverlo!
    Tuttavia questa non vuole essere una consolazione, ma una constatazione: almeno tuo fisglio ha dei genitori sensibili pronti ad intervenire. Non so se quei bambini più grandi avranno la stessa fortuna!

  2. ti rispondo con un post scritto circa un anno fa…. potrebbe esserti utile.

    Le differenze ci sono … ma non esistono.

    Questo post nasce da una chiacchierata con mio figlio Ezio. Un pomeriggio viene a casa dalla scuola materna e trova sul camino un nuovo gioco. Un gruppo di animali formato da pesci, di ogni specie, una coppia … Quindi due aragoste, due balene, due squali, due polpi e così via. Con entusiasmo, si mette a giocare formando una lunga fila … e nota una differenza tra i pesci. Due coppie di delfini e due coppie di pinguini.

    Con curiosità mi chiede:

    E : Mamma che pesci sono questi?

    Indicando la seconda coppia di delfini…

    Io : delfini

    E : e questi?

    Indicando la prima coppia di delfini …

    Io : Delfini

    E : Ma se i delfini sono questi ( indicando la prima coppia) non possono essere delfini anche questi!

    Un momento di panico mi assalì … e ora come faccio a fargli capire che ci possono essere (famiglie) diverse di animali pur appartenendo alla stessa specie?

    E : ma sono sempre delfini?

    Io : si sono sempre delfini, anche i pinguini , vedi , ci sono i pinguini grigi e pinguini azzurri …

    Per un attimo , il silenzio ha avvolto la stanza … e quando Ezio ha delle pause così lunghe, è perché non gli è ben chiaro il concetto .

    Tra me e me … come posso fargli capire che anche noi esseri umani siamo uguali ma a volte diversi?

    Idea! … A scuola con Ezio ci sono molti bambini di colore tra cui una splendida bambina etiope di nome ( Masa ) che è in classe con Zoe ….

    Io : Ezio di che colore sei tu?

    E : ROSA

    Io : e la Masa di che colore è ?

    In maniera del tutto spontanea con una semplicità disarmante …

    E : MARRONE!

    Io : Marrone! Fantastico! Però è una bambina come te e la Zoe! Giusto?

    E : si , è solo un po’ più colorata.

    io : Per i delfini è uguale , quello grigio è un po’ più colorato di quello bianco.

    Se si potessero usare i colori per far capire che la diversità può essere un modo diverso di espressione .

    Se si potesse usare il buon senso per capire che la diversità può essere condivisione … forse ognuno di noi vedrebbe un colore da miscelare al proprio .

  3. grazie Jasna, i bambini sono veramente meravigliosi, e l'integrazione non può che partire da loro…certo che ci sono dei genitori allucinanti…
    Quello che mi fa veramente rabbia è che Tommaso, essendo abituato fin da piccolissimo a vedere bambini stranieri, non aveva MAI fatto caso al colore della pelle, era una cosa di cui non si accorgeva nemmeno. E poi…comunque è anche vero che con i bambini, anche piccolissimi, si può parlare molto di più di quello che si pensa e capiscono tutto! Basta usare il loro linguaggio, come hai fatto tu!

  4. Esatto… siamo noi adulti ad avere pregiudizi nei confronti di chi reputiamo diverso… i nostri figli cresceranno, a differenza di noi un un mondo dove la diversità sarà la normalità … ed è qui che il ruolo di noi genitori diventa fondamentale…

  5. ma che tenerezza che fa quando ha detto che il cioccolatino è una cosa buonissima…
    è proprio una questione difficile… però stai tranquilla, è solo una cosa transitoria… se i figli sono le specchio dei genitori.
    ciao giuli

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