Il ritiro sociale è oggigiorno un fenomeno in crescita, specialmente tra gli adolescenti. Tale fase della vita rappresenta un periodo complesso, ricco di cambiamenti e sfide che possono generare sentimenti di solitudine, incomprensione e paura. E il giovane può reagire a queste difficoltà scegliendo l’isolamento, ritirandosi nel proprio spazio privato in cui, spesso, utilizza i dispositivi tecnologici come fonte di conforto. Tramite la rete, l’adolescente può sperimentare l’approvazione da parte degli altri e soddisfare il proprio bisogno di affermazione del sé attraverso il filtro dello schermo, che ripara da un mondo esterno percepito come minaccioso.
Il ritiro sociale in adolescenza, gli hikikomori
Talvolta, tale distacco può diventare così estremo da provocare l’abbandono di scuola, lavoro e relazioni interpersonali, portando il soggetto a trascorrere l’intera giornata in casa o addirittura nella propria stanza. Sovente ci si riferisce a tale fenomeno con il termine hikikomori (concetto nato nella cultura giapponese e che significa proprio “stare chiusi in disparte”), con cui sono definiti ragazze e ragazzi che si isolano quasi completamente dalla vita sociale, uscendo solamente per acquistare o consumare alimenti.
In generale, dietro il ripiegamento solitario – dalle forme più gravi a quelle meno estreme – si può scorgere un profondo disagio psicologico da parte dell’adolescente e un senso di frustrazione da parte degli adulti, che si trovano a dover gestire una situazione complessa senza avere idea di come fare. Spesso, il tentativo di aiutare esita in un’eccessiva insistenza, con il rischio di provocare l’effetto opposto a quello desiderato, rafforzando l’isolamento. Per molti di questi adolescenti, emarginarsi significa proteggersi. Come sottolinea il Dott. Andrea Tringali in “Connessi e sconnessi” (a cura di Pamela Pace, Mimesis, 2024), il distacco sociale permette loro di allontanarsi da un mondo che spaventa: è una forma di “auto-terapia” che offre un senso di conforto e sicurezza. Per questo motivo, può essere utile adottare un atteggiamento più gentile, di ascolto e apertura, senza forzare il cambiamento.
Sebbene il ritiro sociale in adolescenza sia spesso accompagnato da un massiccio utilizzo dei dispositivi tecnologici, è bene sottolineare che l’isolamento non coincide e non è causato dalla dipendenza da internet. Piuttosto, il rifugiarsi nella rete, tra le mura sicure della propria camera, si lega alla difficoltà a instaurare legami sociali in un contesto percepito come ostile. L’utilizzo di internet non porta con sé solamente e necessariamente criticità. Esso può anzi rappresentare anche un’opportunità per riportare l’attenzione sulla salute mentale. Sebbene il disagio psicologico resti ancora un argomento delicato e, per molti, difficile da affrontare, le nuove generazioni mostrano una maggiore disponibilità a parlarne. E spesso, l’avvio di un supporto psicologico inizia proprio dalla sensibilizzazione online oppure dalla conoscenza virtuale di un coetaneo, che ha favorito l’apertura verso la richiesta di aiuto.
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