“Splendi più che puoi” di Sara Rattaro

Altro che “troppo amore”, solo violenza.

Proprio ieri Barbara D’Urso, in una triste intervista alla ragazza che ha rischiato di essere arsa viva dall’ex fidanzato ma che continua a difenderlo, ha attribuito più volte questi gesti di inaudita violenza al “troppo amore”, lasciando passare un messaggio gravissimo: e cioè che chi subisce violenza dai propri compagni è comunque molto, troppo amata da loro.
Intanto, sempre ieri, a Rimini una ragazza è stata sfregiata con l’acido e rischia la vista.

In questi giorni ho finito di leggere Splendi più che puoi di Sara Rattaro (Garzanti, 2016). L’autrice racconta la vera storia di Emma che gliela ha raccontata e ha voluto che venisse scritta per dare una mano a chi subisce violenza domestica e proprio per testimoniare come non si tratti di “troppo amore”, ma di pura violenza, di troppo odio, troppo possesso, troppo poco rispetto.

Si tratta di donne, seppure colte, in gamba e intelligenti, psicologicamente e fisicamente devastate, anche nella migliore delle ipotesi, e cioè che, come Emma, riescano a uscire dalla spirale in cui si sono trovate.

La storia del libro si svolge negli anni Novanta e mostra come anche i passi avanti nella legislazione che tutela le donne dalla violenza domestica siano incredibilmente recenti.

Ora, per fortuna, se ne parla di più, ma la strada è ancora lunga e deve necessariamente coinvolgere non solo la sensibilità femminile, ma anche gli uomini.

Un bel libro da leggere e da far leggere, per capire, almeno un po’, cosa significa la “paura”, quella vera, la fragilità che può derivare dalla continua violenza, la mancanza di amore per se stesse che uomini così possono indurre in una donna. E magari per capire, almeno un po’, come sia possibile che una ragazza di 22 anni si ostini a difendere chi le ha tirato addosso della benzina e le ha dato fuoco.

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