Un altro 17 novembre, World Prematurity Day

Ho sentito poco fa una mamma della Tin.
Del resto anche a questo servono le giornate dedicate a un tema.
Non solo¬†a sensibilizzare le istituzioni e le persone che ne sanno poco, ma anche a ricordare, a chi la prematurit√† l’ha conosciuta da vicino, di non essere solo.
E infatti, anche nel ricordo di quella maternità difficile, di quel parto drammatico, di quei mesi di dolore disperato, non si è sole.
La coralit√† di quell’esperienza mi ha aiutata a viverla in modo migliore, a essere migliore, a¬†uscirne pi√Ļ forte. Mi aiuta oggi a ripensarci senza rabbia. O con meno rabbia.
Non ho lottato da sola, ma con tante mamme come me, che, uniche, hanno capito cosa vuol dire parorire un bambino di pochi etti e ripromettersi ogni giorno di portarlo fuori da quella Tin, che tanto toglie e tanto dà a chi ha la grande sfortuna, ma in qualche modo il grande privilegio, di passarci.
Ma come ha detto oggi la mia amica, avremo tempo di parlare di questo quando saremo anziane e i nostri piccoli saranno grandi.
Ora dobbiamo essere le loro mamme e darci da fare.
Per renderli bambini e adulti felici e forti, come noi.

 

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