TIN: UN MONDO PARALLELO

Tin: bambino prematuro in incubatrice

È difficile capire per chi non c’è mai stato cos’è la vita nella Terapia Intensiva Neonatale.
È difficile perché la TIN è un mondo parallelo a quello esterno,
un mondo in cui tutto scorre in modo diverso.
Il tempo nella TIN è altro dal tempo fuori.
Lì 24 ore valgono molto di più di quello che si è soliti pensare.

Lì si impara il valore dell’attesa.
Dei piccoli passi.
L’importanza dei grammi, del millilitri, dei millimetri.

Quelli che fuori sono tempi morti,
lì sono i tempi in cui la vita cerca caparbia la propria strada.
E decide se ci sarà un domani.

Accanto a un mondo di superficialità,
scorre un mondo di dedizione,
di minuscole attenzioni,
di microscopiche decisioni,
di impercettibili cambiamenti,
che fanno la differenza.

E giorno dopo giorno,
quando si oltrepassa quella porta,
ci si lavano le mani
e si indossa il camice,
si impara a costruirsi una sorta di normalità.
Si impara a vivere divise tra dentro e fuori,
tra due vite governate da regole completamente diverse.

Ci si abitua a parlare di trasfusioni, interventi chirurgici, problemi respiratori,
come fuori le mamme parlano di tutine, raffreddori, coliche.
Si considera normale disinfettarsi le mani per toccare il proprio bambino,
sentire il tempo scandito dal suono di un allarme,
dal lampeggio rosso di una luce,
che ti dice che oggi le cose non vanno come vorresti.

Le mamme della Tin si ritrovano davanti al tiralatte,
e riescono pure a fare qualche risata.
Si dicono che no, non ce la fanno più.
Ma sanno che il giorno dopo saranno ancora lì.
E il giorno dopo ancora.

E quando indossano quel camice sono tutte uguali.
Solo mamme che lottano con i loro bambini.
E li sognano un giorno grandi, adulti,
incontrarsi magari,
e costruirsi un futuro.
Un futuro che si è deciso in questi mesi che sembrano non passare mai.
Ma che, misteriosamente, passano.
Cambiandoci per sempre.

9 thoughts on “TIN: UN MONDO PARALLELO

  1. Ciao, leggendoti mi sembra di essere tornata indietro di 7 anni…per ben cinque mesi sono stata in compagnia di questa meravigliosa famiglia che si crea all'interno del reparto…
    sono tutte persone fantastiche…
    Arrivera' il momento in cui varcherai insieme al tuo piccolo quella porta …e ti assicuro e' come se il tuo piccolo fosse nato in quell'istante, "dimenticarai" tutto il tempo che avete trascorso li', i pianti ….
    Ricordati che sei una roccia, la sua roccia!!!!
    Bacioni Romina

  2. Quanto sono vere queste parole… quanti ricordi messi li in un cassetto perché la vita continua e perché vedendo oggi Zoe… mi sembra tutto , solo un brutto sogno. Ma la realtà è che io l'ho vissuto… e tu lo stai vivendo. So che ce la farai… perché tuo figlio ti darà la forza per farcela. se vogliamo trovarci un lato positivo in tutto questo casino… quando tutto sarà finito e matteo sarà a casa e pian piano riuscirai a riprendere in mano la tua vita… perchè ci riuscirai, saprai guardare il mondo con occhi diversi, saranno questi nuovi occhi a farti capire che è il tempo a correre dietro a te e non viceversa. perché come dici tu hai capito l'importanza delle piccole cose. Tieni duro cara Giuly tieni duro, anche quando credi di non farcela più… guarda Matteo e trova in lui un piccolo passo in avanti… ti sembrerà di aver scalato il monte rosa… e ti darà la forza per crederci ancora e ancora. ti abbraccio forte, da mamma tin a mamma tin.

  3. Ciao, sai mi ritrovo in tutte le tue parole…da poco sono a casa con la mia piccola che ha lottato per tre mesi in TIN per poter venire a casa..
    E' con noi ora…..non arrenderti mai solo così potrai trasmettere a tuo figlio tutta la forza di cui ha bisogno…la luce in fondo al tunnel è sempre accesa.

    ti abbraccio.

    Maria

  4. Ce la devi fare per tuo figlio/a…essere genitori è anche questo…e la tua forza aiuterà il tuo bambino…solo te e chi lo ha passato, può sapere cosa significa stare li tutti i giorni e sperare nel domani.Ti porterai dentro sempre tutto ma tutto cambierà e le difficoltà di oggi piano piano si affievoliranno…sei una brava mamma non scordarlo mai.Un abbraccio

  5. Ciao, dopo due anni e mezzo io ancora penso ai mesi passati in TIN..oggi sono ricordi spenti, ma vivi allo stesso tempo, perchè basta niente per farmi tornare con la testa a quei momenti. E' difficile lasciarli andare via, ma quando guardo mio figlio..penso che la forza di quei momenti può avermela data solo lui..e sono convinta che sono bambini speciali quelli che vivono determinate cose…avranno sempre una marcia in più.Te ne accorgerai con il passare del tempo…Ti faccio i miei più sinceri auguri..e forza che ce la fai!!!!

  6. @Ladybug: 🙂
    @Romina: è vero, è proprio una grande famiglia che si crea lì dentro. E, anche se ovviamente non vedo l'ora, sarà strano vivere al di fuori di quella realtà.
    @Jasna: grazie mamma tin!
    @Fede: un abbraccio
    @Maria: grazie, è bello conoscere le storie di bimbi che ce l'hanno fatta…spero davvero di uscire anch'io dal tunnel tra non troppo tempo perché inizio a essere stanca…
    @anonimi: grazie!!!

  7. Quello che scrivi è verissimo; ogni giorno arrivi ed indossi il camice e ti rechi da tuo figlio chiedendo alle infermiere ed ai medici se ci sono stati miglioramenti. Quando poi viene trasferito nelle diverse sale della tin e tu arrivi dove è sempre stato e non lo trovi perdi 10 anni in un solo secondo.
    Ma dopo ben 9 anni quando vai a trovare altri nascituri non in tin e vedi quelle porte ti verrebbe voglia di entrare e far vedere a tutte le mamme tuo figlio che di lì c'e' passato, anche se nel mio caso solo per 3 settimane, e dir loro di non perdere la speranza.

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