Un’altra estate se ne va…

Eccomi qui, il primo di settembre, che poi è un po’ il vero capodanno di noi mamme.
Un’altra estate se ne è andata e i nostri bambini ci sembrano improvvisamente molto più grandi.
Disfatte le valige, fatti i mille bucati, non ci resta che comprare la cancelleria per l’imminente inizio della scuola e ripartire, portandoci dentro i ricordi di queste settimane preziose che ci permettono di vivere un po’ di più la famiglia, senza troppe corse, senza troppi orari e impegni.
Dobbiamo guardare avanti, senza dimenticare le emozioni che l’estate ci ha regalato. Del resto, proprio quando le nostre giornate rallentano i loro ritmi, sembra quasi che la vita, con le sue emozioni, i suoi cambiamenti e il suo flusso travolgente, acceleri all’improvviso. Mentre scrivo, mi affollano la mente ricordi di momenti buffi, di attimi emozionanti, di pensieri angosciosi e anche di profonda tristezza. Li scrivo così, in ordine sparso, come mi vengono.

1) Mio marito che si presenta con una Smart ForFour il giorno prima della partenza per le vacanze.
Da qualche tempo a questa parte per una serie di motivi utilizziamo auto a noleggio quando ci serve una macchina nel weekend o per le vacanze. Fatto sta che il giorno 28 luglio, proprio appena avevo finito di chiudere le valige per 4 persone per vacanze in montagna e al mare, con immenso coraggio (diamogliene atto), lui si presenta con una Smart. Il bagagliaio era perfetto per i suoi scarponi che, con le loro dimensioni ragguardevoli, ci stavano giusti giusti. Difronte alla mia disapprovazione (peraltro contenuta…: “Giuly, stai calma, è il suo primo giorno di ferie, state per partire per delle bellissime vacanze, respira, pensa alla maestra che ti ha mandato a casa il libro di yoga”), lui cosa risponde? Devi inventarti qualcosa. L’unica cosa che potevo inventarmi era partire con zero bagaglio e comprare tutto in loco. Ovviamente, rinsavito, il mattino seguente ha risolto la cosa.

2) Io e lui (sempre lui, quello della Smart) che riusciamo finalmente a fare una lunga escursione senza i bambini per raggiungere un lago sulle Dolomiti dove desideravamo arrivare da anni (io in realtà da quando avevo circa sedici o diciassette anni!).
E a un certo punto guardiamo in fondo alla valle, in mezzo a un prato e vediamo dei puntini colorati e capiamo che si tratta del gruppo dei bambini che stanno facendo una caccia al tesoro. E non vediamo l’ora di raggiungerli.

3) Io che, mentre i bambini si lamentano per la lunghezza del viaggio in macchina, ripenso ai viaggi che facevo io d’estate da bambina, quando ovviamente l’aria condizionata era un’utopia e il massimo del fresco che potevi avere derivava da una fessura del finestrino aperto che ti faceva rimbombare la testa.
Che poi, quando ti accorgevi che di frescura da quel finestrino aperto non te ne arrivava proprio, decidevi di infilare un asciugamano nel finestrino per ripararti dal sole che, ovviamente, era sempre dalla tua parte. E quelle autostrade di oleandri infinite, quella nausea tremenda che il papà doveva fermarsi alla piazzole, mentre mio fratello mi prendeva in giro. E una sete pazzesca, tremenda, ma meglio non fermarsi ancora se no non arriviamo più. E mio fratello che mi prendeva in giro ancora, parlandomi di cascate, ghiacciai e sorgenti e bottiglie fresche di frigo.
E, in tutto ciò, quando viaggiavo con mio nonno, il suo plaid di lana che teneva sempre per coprire il sedile posteriore. E io stavo lì, senza battere ciglio, con 50 gradi sul plaid si lana. Perché era una di quelle cose indiscutibili, che c’erano e basta. Incontestabile. E così non gli ho neanche mai chiesto perché lo avesse.

4) Io e il mio bambino grande che leggiamo insieme un messaggio che ci dice che quest’anno la maestra di italiano non ci sarà.
Stavamo chiacchierando, quando è arrivato il messaggio, inaspettato. Il classico fulmine a ciel sereno. E anche se sappiamo che la vita dei nostri figli sarà fatta di cambiamenti, vorremmo proteggerli ancora per un po’ da queste piccole delusioni.
5) Io che aspetto i fuochi di Ferragosto senza ammettere di avere un po’ paura.
E che poi, quando si decide di guardarli dalla terrazza di un hotel, lo ammetto e penso a quanto siamo fragili, a quanto le nostre vite siano nulla rispetto al male. A quanto sia impossibile, talvolta, proteggere i nostri figli.
Io che ho lo stesso pensiero poco dopo, quando le case di tanti paesi si sono sbriciolate nella notte.

6) Io che nella noia di un lungo viaggio in macchina vengo a sapere per puro caso del destino di un mio caro amico.
E mi sforzo di non piangere perché ci sono i bambini e stiamo rientrando da una vacanza bellissima. E mi dico quanto siamo stupidi ogni volta che non mandiamo un messaggio o non facciamo una telefonata per pigrizia, per sbadataggine. E poi rischiamo di non avere più tempo.

7) Noi che scopriamo un volo Bucarest-Bari comodissimo e ci godiamo la felicità dei bambini nel vedere mio marito raggiungerci per un ultimo weekend di mare.

8) Io che guardo i miei bambini andare verso la fine dell’estate, il giorno della partenza, mentre le oro ombre si allungano nell’alba, e penso a come passa il tempo e mi chiedo come sia possibile volere così tanto bene a qualcuno e desidero per loro, con tutto il cuore, il migliore dei destini possibili.

4 thoughts on “Un’altra estate se ne va…

  1. Bentornata Giuliana! Bellissimo il tuo post , mettere sui carta le proprie emozioni e’ sempre complicato ma tu sei bravissima a farlo…
    Vorrei imitarti o almeno ci provo a raccontare la mia di estate:
    1) Settembre: Da una settimana a questa parte forte sensazione di non essere pronti per ripartire con un nuovo anno fatto di corse, stress, traffico, orari e incastri…ma sentirsi in gabbia senza alternative….sobh!
    1) Giugno: godersi i paesaggi di montagna e l’aria frizzantina la mattina presto, quando tutta la truppa ancora dorme ed io esco di casa da sola con la scusa di comprare due cose al supermercato…e stupirsi per le forme delle nuvole che si muovono veloci e pensare a quanto sarebbe bello se anche Roma avesse almeno un po’ di quell’ordine, quella pulizia e quella cura del bello di cui puoi godere qui
    3) Luglio: lavorare senza guardare l’orologio tanto tuo figlio e’ al mare coi nonni ed aspettare con trepidazione…aspettare la sera per rincontrare il tuo compagno e avere tante ore da trascorrere insieme facendo cose belle e godendo della compagnia reciproca…aspettare il venerdi’ per raggiungere il nanetto al mare e passare il we tutti insieme con i tuoi amici storici che ogni anno ritrovi da oltre 30…e raccontarsi ogni anno le stesse storie di quella volta che…e ridere come se fosse appena capitato…
    4) Agosto: finalmente ferie….tante cose…tanti luoghi….tanti splendidi giorni unici… un ricordo su tutti noi 3 in Puglia …una settimana intensa piena di luoghi, di odori, di sapori, di incontri speciali e di tanto tempo (quello che manca sempre) per fare tutto quello che ci passa per la testa…arrivare alla sera in un attimo con quella sensazione di pienezza per aver fatto veramente quello di cui la nostra famiglia aveva bisogno….raccogliere conchiglie col nanetto progettando di dividerle per colore in tanti vasetti, giocare a pallavolo in acqua per ore fino a che i polsi diventano rossi, mettere la seggiolina in mezzo all’acqua e guardare le onde che non si fermano mai fino a quando un brividino ti dice che sei a mollo da troppo tempo, scoprire ogni angolo di paesini fantastici dove anche una composizione di fiori puo’ ricordarti la bellezza…
    E poi la Calabria con tanti amici e tanta meravigliosa confusione e le Marche con mare e campagna che si uniscono e che ci fanno finalmente tirare un po’ il fiato…e anora incontri e ancora cene, anora serate in compagnia, ancora libri da divorare con la nostalgia quando li finisci, ancora coccole al tramonto sulla spiaggia quasi deserta…
    5) Settembre: da una settimana a questa parte forte sensazione di non essere pronti per ripartire con un nuovo anno fatto di corse, stress, traffico, orari e incastri…ma sentirsi in gabbia senza alternative….sobh!
    Ora sto cosi’ so gia’ che piano piano passera’ ma al momento ho un groppo in gola che non va ne su ne giu’…e a quelli che dicono non vedo l’ora che inizi la scuola non rispondo ma li guardo di traverso…
    Buon anno a noi Giuliana!

  2. Bentornata Giuli è sempre un piacere leggerti.
    Il tuo punto 8 lo faccio mio. Stesse sensazioni.
    Io xò con un filino di tristezza xkè se da un lato un altro traguardo è raggiunto dall’altro vuol dire che crescono sempre più. E poi un po’ di paura x un futuro un po’ incerto…e poi…niente…è così.
    Buon “capodanno” a te.

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