Vicini

L’altra domenica sono uscita.
Ad un tratto ho cercato il cellulare.
Niente, l’ho lasciato a casa, mi sono detta.
Ma no problem, al limite chiameranno su quello di mio marito.
Un paio di ore dopo in effetti il telefono di mio marito è squillato.
– Strano, ha detto lui, è l’Anto!
– Ah, chiama sul tuo perché il mio l’ho lasciato a casa.
– No Giuli – mi dice lui dopo pochi istanti di conversazione –
non l’hai lasciato a casa, pare che al tuo numero risponda un signore filippino.
– Un signore filippino?
– Sì sì, così dice l’Anto.
Provo a chiamare.
In effetti risponde un signore con un accento straniero.
– Mi scusi ma sono filippino.
– No, no, non si deve scusare, anzi.
– Lei è la proprietaria del cellulare?
– Sì, sono io.
– L’ho trovato all’ingresso di un palazzo.
– Ops, forse mi è scivolato dalla tasca.
Il signore mi dà le indicazioni per trovarlo.
E’ nel mio condominio, altra scala.
Mi apre una bella bambina.
Chiacchieriamo sul pianerottolo con la sua mamma.
I bambini, l’iscrizione on-line alla scuola elementare.
Vuoi vedere che capitano in classe insieme?
E poi dicono che in città non ci si conosce neanche tra vicini.
A volte basta perdere un cellulare.
Semplice.

 

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