“Vita” e “Io sono con te”: due libri di Melania Mazzucco

Diversi eppure vicinissimi i due libri di Melania Mazzucco, Vita (Rizzoli 2003) e Io sono con te (Einaudi 2003).

Io sono con te parte dall’incontro dell’autrice con Brigitte, una ragazza congolese scappata in italia dopo aver sfidato il terribile regime del suo paese e aver affrontato torture e abusi inimmaginabili. La storia di Brigitte, vera e drammatica, i suoi primi passi nel nostro paese e il suo lento e faticoso risalire la china della disperazione e della miseria, grazie all’aiuto della propria indomita forza e degli straordinari incontri con le persone del Centro Astalli di Roma, che si occupano tra mille difficoltà dei richiedenti asilo, è narrata dalla Mazzucco come il più intenso dei romanzi. E’ una lettura dura ed emozionante al tempo stesso, una narrazione che è letteratura e allo stesso tempo realtà.

Penso che il percorso che ha portato l’autrice ad incontrarsi con Brigitte e a scrivere la sua storia, sia iniziato già con Vita, del 2003. Lì la Mazzucco raccontava l’epopea dell’emigrazione italiana negli Stati Uniti attraverso gli occhi di Vita, una bambina di 9 anni approdata nel 1903 dal Sud Italia a New York con l’amico inseparabile Diamante. Anche se si tratta di un romanzo, Vita e Diamante sono personaggi reali, recuperati dall’autrice nei racconti e nelle memorie familiari. La scrittura si colloca così alla perfezione (come anche nel caso, per esempio, di Lei così amata – la storia indimeticabile di Annemarie Schwarzenbach) tra realtà e romanzo, tra narrazione di fatti reali e letteratura.

Vi lascio queste parole tratte da Vita.

[…] Come se avessimo seppellito il nostro unico tesoro: la memoria di noi stessi, il sogno collettivo e rivoluzionario di migliorare la propria vita, la forza travolgente di un popolo giovane disposto a morire per vivere, l’energia coraggiosa di una scelta perseguita ad ogni prezzo – fosse pure lo sradicamento, la perdita, la malattia. Un’esperienza dolorosa e insieme esaltante, preziosa, che avrebbe potuto renderci migliori, ora che eravamo divenuti l’America degli altri. Avremmo potuto essere diversi – valorizzare il passato per costruire il futuro. Avremmo potuto capire, accogliere, rispettare. ma rispettare anche i nostri bisnonni, nonni, padri, e non trasformare le loro umiliazioni e sofferenze in un sacrificio insensato. 

 

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