Weekend per due a Parigi (con sorpresa…)

Che le vacanze romantiche non fossero cose per mamme, lo avevo già capito alcuni anni fa, in occasione di un weekend londinese per due.
Lo scorso weekend la cosa è stata confermata.
Raggiungo mio marito a Parigi, per una 48 ore di ricordi e libertà.
Bambini con i nonni.
In sostanza, la prima volta in tre anni che lascio il mio piccolo, per intenderci.
Parigi è sempre Parigi, è lì che ho passato un meraviglioso anno dopo la laurea, sperimentato per la prima volta la vita da sola e un senso di libertà incredibile.
Ho fatto una corsa anche a sbirciare la mia vecchia casa di allora, sembrava che il tempo non fosse passato, eppure sono circa 14 anni.
In effetti mi sono resa conto che quella spensieratezza totale non torna più, dopo i figli. Perché anche a Parigi, la mente era spesso con loro.
Questo piacerebbe al grande, quest’altro al piccolo, chissà come stanno, cosa fanno, ecc.
Ma è giusto così.
E anche il rimpianto della Giuli venticinquenne a Parigi è offuscato dalla considerazione che allora ero sì giovane, spensierata e felice in un appartamentino di Parigi, ma non tornerei indietro per il semplice fatto che non avevo i miei bambini (diciamo che magari tornerei indietro solo per un giorno, così, giusto per rinfrescarmi la memoria, dai…).
Comunque, Parigi è rimasta quella di sempre.
Ci sono anche la cabine telefoniche dalle quali chiamavo casa, per dire.
Di nuovo ci sono le bici tipo BikeMi con le quali abbiamo girato la città…Meraviglia!
E i bambini in tutto ciò?
Mentre io sgambettavo in bicicletta per i Champs Elysées o mi appromenavo per Boulevard Saint Germain, mentre la mia vie era assolutamente en rose, mentre osservavo delle ragazze in una creperie vicino alla Sorbonne e pensavo godetevela, sono giorni, momenti, sensazioni che non tornano più, ma vi faranno molta compagnia tra una quindicina di anni, fidatevi, il mio piccolo si è ferito una mano e gli hanno dato sei punti, così, giusto per gradire.
Per carità, non è colpa di nessuno, roba di un nano-secondo. Chiaro che sarebbe successo anche con me lì, ma, appunto, io non c’ero lì, mentre gli cucivano la mano.
Mostruosi sensi di colpa si agitano dentro di me.  Nei confronti del bambino, ma anche degli sventurati nonni, a loro volta tormentati.
Del resto l’avevo intuito anni fa: quando diventiamo mamme, conquistiamo un inseparabile amico: il nostro senso di colpa per qualunque cosa accada ai nostri bambini.
Tra l’altro, così, giusto per gradire, all’asilo non lo prendono, finchè ha i punti: inserimento cominciato da una settimana e già in stallo fino a lunedì.
Ok, i weekend romantici non sono più quelli di una volta.
Ma, ogni tanto, concediamoceli lo stesso.
Ce li meritiamo…o no?

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