Felicity Huffman

Felicity Huffman e i genitori spazzaneve

Felicity Huffman, l’attrice che nella famosa serie Desperate Housewife interpretava Lynette Scavo, mamma di tanti bambini ma anche donna in carriera, è stata condannata a 14 giorni di carcere per aver pagato migliaia di dollari pur di fare entrare la figlia nella prestigiosissima università di Stanford. Oltre ad andare in prigione, Felicity Huffman dovrà pagare un’ammenda di 30 mila dollari, fare 250 ore di servizi sociali e un anno di libertà vigilata. Insomma una pena esemplare che farà sicuramente tremare i pare tanti ricchi americani che hanno allungato mazzette per far entrare i loro pargoli nelle università più elitarie del mondo.

L’attrice si è scusata anche con la figlia e con il marito mentre la giudice ci ha tenuto a sottolineare che “cercare di essere una buona madre” non giustifica in alcun modo il suo comportamento.

In effetti da questo episodio deduciamo che quello dei genitori “spazzaneve”è un fenomeno che coinvolge madri e padri non solo italiani. L’idea è quella di dover rimuovere prontamente tutti gli ostacoli che si presentano sulla strada dei nostri figli da quando sono molto piccoli fino ad arrivare, come appunto dimostra la vicenda, all’università.

Il fallimento o l’errore sono considerati prima di tutto dai genitori una vera tragedia, da evitare a tutti i costi. Questo ovviamente rende i figli profondamente infelici nel momento in cui il fallimento non è evitabile e anche estremamente vulnerabili davanti alla sola ipotesi che qualcosa possa andare storto. L’ansia del successo e del primeggiare a tutti i costi rende i ragazzi sempre più infelici e non è un caso che i disturbi psicologici in adolescenza siano sempre più in aumento.

Cercare di sostituirsi ai figli spianando loro la strada, tentazione indubbiamente forte perché nessuno di noi vorrebbe vederli in difficoltà, è un errore grave, per il semplice fatto che prima o poi, nella vita lavorativa, nella vita privata, nelle relazioni con gli altri noi non saremo lì, pronti a salvare il nostro bambino cresciuto, e lui si troverà da solo. Da solo e totalmente impreparato, perché le difficoltà della vita adulta non saranno solo il brutto voto a scuola, la nota o il litigio con l’amico, ma molto molto più complesse.

Noi genitori dovremmo fare un passo indietro rispetto ai nostri ragazzi e far prendere loro le facciate che noi stessi, credo, da bambini e ragazzi abbiamo preso. Intervenendo sempre in loro difesa, anche se magari non andremo in carcere come Felicity Huffman, facciamo solo il loro male. E allora forse non andranno a Stanford ma sapranno stare al mondo e saranno magari un po’ più felici.


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