La maternità ti cambia il cervello

La maternità ti cambia il cervello

È di qualche anno fa, del 2016 per l’esattezza, lo studio delle due ricercatrici lseline Hoekzema e Erika Barba-Müller dell’Università Autonoma di Barcellona, che dimostra per la prima volta che la maternità ti cambia il cervello. Se ne è parlato molto negli ultimi tempi e lo studio è stato ripreso anche dalla 27esima Ora del Corriere della Sera.

I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Natural Neuroscience in un articolo dal titolo “Pregnancy involves long-lasting changes in human brain structure.” 

Le studiose hanno monitorato attraverso risonanza magnetica il cervello di 25 donne prima e dopo la gravidanza e hanno riscontrato cambiamenti notevoli nella struttura e nella morfologia del cervello stesso, cambiamenti destinati a durare per lungo tempo dopo la nascita del bambino. Lo studio è durato quattro anni e mezzo.

I cambiamenti sarebbero volti ad adattarsi alla nuova condizione e ad affinare la capacità di rispondere ai bisogni del piccolo e a connettersi con lui. C’è quindi una riduzione di alcune parti del cervello, a favore di quelle che serviranno per affrontare la maternità.

Il nostro cervello insomma, insieme al nostro corpo, si adatta per gestire le innumerevoli sfide legate alla maternità: prima tra tutte, quella di mettere un po’ da parte se stesse per lasciare spazio alla cura del neonato.

Questo cambiamento neurobiologico, unitamente agli altri innumerevoli cambiamenti in cui si trova coinvolta una donna quando diventa mamma (cambiamento del proprio corpo, cambiamento degli assetti familiari e della relazione con il proprio compagno, mutamento del modo in cui gli altri la guardano/considerano e del proprio rapporto con il proprio lavoro o attività), pur utili ad adattarsi alla nuova situazione, rendono anche la donna fragile e possono portare a rischi di disturbi emotivi ne periodo del post partum.

Che “la maternità ti cambia il cervello”, che muti cioè profondamente, dentro e fuori, la percezione che le donne hanno di se stesse, il loro modo di guardare alla vita, al mondo, agli altri, nonché le loro abitudini quotidiane e in generale la loro vita, in effetti lo sapevamo. Chi è mamma lo ha sperimentato sulla propria pelle, nel bene e nel male.

Ma trovo davvero importante che uno studio scientifico abbia dimostrato che il cambiamento ha una base neurobiologica e non è qualcosa di “astratto”, che può anche non essere considerato o sottovalutato. Si tratta di un cambiamento profondo, che coinvolge tutto il nostro essere nella sua parte più intima e profonda.

Anche per questo le donne, dopo la maternità, dovrebbero essere sempre più sostenute e mai lasciate sole.