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Infelicità: separarsi quando si è al limite

Separarsi quando si è al limite
Separarsi quando si è al limite: spezzare l’unità di una famiglia è sempre una decisione difficile, ma qualche volta non ci sono alternative e rimanere insieme condanna tutti, figli compresi, a una profonda infelicità.

Quello del divorzio è, ahimè, un argomento sempre attuale e sempre doloroso. Anche nel caso in cui sia una decisione in qualche modo condivisa e percepita da entrambe le parti come inevitabile.

“Chi decide di separarsi quando ha dei figli, non vuole bene ai bambini“: così ha sentenziato l’altro giorno una signora di una certa età. Non sono stata a intavolare una discussione sul tema, ormai la signora idea non la cambia più.  

Certo che tutti vorremmo per i nostri bambini una famiglia felice e unita. Di quelle da pubblicità. Di quelle che sognavamo il giorno in cui ci siamo sposate o siamo andate a convivere.  

E se poi le cose non vanno come speravamo? Quale dose di infelicità è giusto tollerare per amore dei figli? Quanti silenzi, quanti litigi, quanti tradimenti? Forse è meglio separarsi quando si è al limite.

Io, in realtà, non credo che vivere nell’infelicità porti, sul lungo periodo, a rendere felici i nostri figli e chi ci sta intorno. E penso anche che la felicità dei bambini non possa essere indipendente da quella di mamma e papà. E una cosa è certa: quello che accade in una coppia lo sanno solo quell’uomo e quella donna.

Quando si tratta quindi di coppie in crisi e famiglie sull’orlo di una rottura, meglio sempre sospendere il giudizio. Senza dimenticare che il percorso verso la felicità segue vie tortuose e diverse per ognuno di noi.

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