CARE RAGAZZE, NESSUN PRINCIPE CI SALVERA’

Per quanto si cerchi di promuovere un nuovo modello femminile (è di questi giorni l’uscita per Mondadori di Storia della buonanotte per bambine ribelli, di Francesca Cavallo e Elena Favilli), la principessa è un ever green. Ancora tantissime bambine scelgono di essere la principessa delle favole tradizionali, quella che viene salvata dal principe. Del resto i vestiti da principessa sono belli, con il loro tulle e i loro merletti.

Io stessa ho amato vestirmi da principessa e, soprattutto, ho sognato il principe azzurro. L’uomo che arriva e, come nelle favole che ci hanno letto un tempo, ci cambia la vita con un bacio. Diciamola tutta, ci ho creduto. E una parte di me in qualche modo ci crede ancora.

Chi di noi non ama la scena di Pretty Woman in cui il bel Richard Gere, armato di ombrello e mazzo di fiori, salva Julia Roberts? Chi di noi non ha sognato che prima o poi il principe azzurro, ovvero l’uomo della nostra vita, l’altra metà della mela, l’anima gemella ci potesse portare lontano e, appunto, salvarci dalla solitudine, dal piattume, dalla noia, o forse anche da noi stesse?

Dai ragazze, ci abbiamo creduto tutte, io per prima. Ci abbiamo creduto ogni volta che abbiamo aspettato una telefonata o un messaggio che poi magari non arrivava, ogni volta che abbiamo giustificato comportamenti ingiustificabili, ogni volta che abbiamo voluto un po’ più di bene al presunto principe che a noi stesse.

E a tratti, nella nostra vita, ci è pure sembrato di averlo trovato, il principe salvatore.

Sotto le spoglie di un compagno di università, di un collega di lavoro, di un vecchio amico ritrovato, di un ragazzo conosciuto in vacanza o al caffè o in tram o in qualunque luogo o situazione che ci abbia fatto pensare a un segno del destino, a un incontro predestinato, alla svolta che sognavamo fin da bambine (nei nostri vestiti di carnevale dal sapore ottocentesco).

Tutte noi però abbiamo poi dovuto renderci conto che nessun uomo ci salverà.

E’ una consapevolezza che si è fatta strada dentro di me solo recentemente, in fondo. Solo da quando la vita mi ha sbattuto in faccia tutta la sua imprevedibilità, tutto il suo dolore, tutta la sua ingiustizia. Quando ho capito che nessun uomo al mondo, neanche quello che da tanti anni mi è accanto, avrebbe potuto salvarmi. Quando pure insieme a lui, sono stata sola. Come lo è stato lui.

E allora ho capito che per essere felici, felici davvero e anche per amare qualcuno e essere amate, è indispensabile, prima, salvarsi da sole. Acquisire la consapevolezza che, se domani non avremo più un principe al nostro fianco, staremo in piedi. Che la felicità è nostra, e solo nostra. Non dipende da altri, o, almeno, non del tutto.

Che uno spazio nostro, una passione nostra, un successo nostro, un sogno da inseguire nostro, è sempre lì e abbiamo saputo portarcelo nel cuore, anche quando non c’era un uomo accanto a noi, anche quando ci siamo sentite sole pur avendolo accanto e ce lo porteremo con noi anche se avremo un domani di solitudine.

Nessun uomo ci salverà, ragazze, ognuna salvi se stessa. Ognuna cerchi la svolta, la strada giusta, con le proprie risorse, con il proprio cervello e il proprio cuore. E allora, ma solo allora, troverà l’amore vero. Quello che non ci rende più fragili, come troppo spesso succede, ma più forti. Quello che ci fa essere davvero in due, proprio nel momento in cui ci sentiamo in grado di essere sole.

Sarebbe bello che le nostre bambine lo capissero un po’ prima dei quarant’anni e coltivassero un’idea dell’amore che non preveda il principe bello, affascinante e magari ricco che regali loro una vita scintillante.

Quella vita, le nostre bambine, potranno costruirsela da sole o, almeno, dovranno provarci con tutte le loro forze, con tutta la loro passione.

Poi, se ci sarà qualcuno con cui viverla, sarà ancora più bello, ancora più amore, ancora più felicità.

O no?

12 thoughts on “CARE RAGAZZE, NESSUN PRINCIPE CI SALVERA’

  1. Sono perfettamente d’accordo con te. Mio papà, fin da piccola, mi ha sempre insegnato a essere indipendente (non solo economicamente, proprio come persona) e che l’eventuale principe azzurro sarebbe dovuto essere la ciliegina sulla torta e non la “stampella” 🙂

  2. Pienamente d’accordo.
    Però si deve iniziare fin dalla più tenera età. Partendo dal fiocco non rosa appeso alla porta della nuova nata, dalle proposte eterogenee di giocattoli non solo “rosa”, dalle letture (ci sono rivoltanti fiabe, manco a dirlo rosa, solo per bambine), fino all’abbigliamento comodo che non preveda solo decorazioni di principesse. È una lotta dura; anche permettere ai maschi di giocare con le principesse! ☺

    1. Veramente! Sarebbe ora di porre fine a questo tripudio di rosa e, perché no, lasciare liberi anche i maschietti di giocare con cose ritenute più tipicamente “femminili”!

  3. Da madre di 2 figlie concordo in tutto. In continuazione ripeto loro che devono imparare “a vivere la vita”. Ad impegnarsi x raggiungere un obiettivo, non è importante quale, è importante crederci. Se poi non arriva…almeno ci hai provato. Se arriva la gioia sarà doppia. Ad arrangiarsi e a trovare la giusta forza x rialzarsi da ogni eventuale sconfitta. Che poi sconfitta non è se riesci a venirne fuori con stile e grinta. E’ semplicemente la vita.
    E quando la vivi proiettata “a viverla”, allora secondo me incontri sul tuo cammino la persona giusta. La persona che vorrà seguirti nel tuo cammino, che ti vorrà affiancare. Forse è una favola, una favola moderna ma credo che in fondo…sia la chiave x vivere sereni e xkè no…felici. Se si sta bene con se stessi, si riesce a stare bene e a essere predisposti anche verso il prossimo. Se si è frustrati…diventa difficile.

    1. Penso sia proprio così, cara Cri… l’importante è imparare a vivere, senza aspettare che le cose belle ci arrivino da altri…e poi la persona giusta si trova!

  4. Concordo in pieno sull’impostare cosi’ la vita …mi ritengo una persona molto autonoma ed ho compiuto le scelte che mi hanno permesso di essere soddisfatta della mia vita…pero’ devo ammettere che tra queste scelte quella che mi ha dato maggior soddisfazione e’ l’aver sposato mio marito….mi rendo conto che non riesco nemmeno a immaginare la mia vita senza di lui, mi piace proprio la sua compagnia e fare le cose insieme. Non e’ la mia stampella per carita’, ma la mia meta’ della mela questo si

    1. Ma che bello SilviaFede! Sono certa che la riuscita del tuo matrimonio deriva anche dall’autonomia con cui hai saputo compiere le tue scelte, anche la scelta di…lui!

  5. credo che tutto debba partire dall’esempio che noi mamme di femmine diamo alle nostre bambine. e l’esempio non è solo nell’abbigliamento che può essere rosa ma anche giallo verde blu. l’esempio è quando torniamo a casa stanche ma felici per un lavoro che ci appaga e a cui non rinunciamo nonostante gli incastri e i suoi pianti perchè ci vorrebbe a casa. l’esempio è quando prima delle foto del matrimonio le faccio vedere quelle della laurea. l’esempio è quando ci prendiamo del tempo per noi perchè dal parrucchiere è giusto andare anche se si ha un neonato da accudire. l’esempio è quando pretendiamo che il nostro compagno si occupi come e quanto noi dei lavori domestici. si potrebbe andare avanti all’infinito e spero che tutto ciò non sia solo utopia. io credo fermamente che senza il “me” non possa esserci il “noi”

    1. Anch’io ci credo fermamente…Certo è che la strada da fare è ancora molto lunga, non solo da parte degli uomini, ma anche da parte nostra. Noi stesse siamo ancora legate ai modelli tradizionali…

  6. Ed io, come mamma di un maschio, ancora piccolo per la verità, gli insegnerò a trovare la sua principessa vera, colei che amerà fare con lui grandi cose, e non colei che tenterà di incastrarlo, solo per usarlo come bancomat….

    1. Hai ragione Daniela, anch’io sono mamma di maschi e penso che a loro vadano insegnate molte cose. A rispettare le donne, certamente, ma anche a farsi rispettare e a non farsi sfruttare dalle donne (e sono ancora troppe quelle che hanno questa tendenza!)…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.