Care ragazze, nessun principe ci salverà

Per quanto si cerchi di promuovere un nuovo modello femminile, la principessa è un ever green. Ancora tantissime bambine scelgono di essere la principessa delle favole tradizionali, quella che viene salvata dal principe. Del resto i vestiti da principessa sono belli, con il loro tulle e i loro merletti.

Io stessa ho amato vestirmi da principessa e, soprattutto, ho sognato il principe azzurro. L’uomo che arriva e, come nelle favole che ci hanno letto un tempo, ci cambia la vita con un bacio. Diciamola tutta, ci ho creduto. E una parte di me in qualche modo ci crede ancora.

Chi di noi non ama la scena di Pretty Woman in cui il bel Richard Gere, armato di ombrello e mazzo di fiori, salva Julia Roberts? Chi di noi non ha sognato che prima o poi il principe azzurro, ovvero l’uomo della nostra vita, l’altra metà della mela, l’anima gemella ci potesse portare lontano e, appunto, salvarci dalla solitudine, dal piattume, dalla noia, o forse anche da noi stesse?

Dai ragazze, ci abbiamo creduto tutte, io per prima. Ci abbiamo creduto ogni volta che abbiamo aspettato una telefonata o un messaggio che poi magari non arrivava, ogni volta che abbiamo giustificato comportamenti ingiustificabili, ogni volta che abbiamo voluto un po’ più di bene al presunto principe che a noi stesse.

E a tratti, nella nostra vita, ci è pure sembrato di averlo trovato, il principe salvatore.

Sotto le spoglie di un compagno di università, di un collega di lavoro, di un vecchio amico ritrovato, di un ragazzo conosciuto in vacanza o al caffè o in tram o in qualunque luogo o situazione che ci abbia fatto pensare a un segno del destino, a un incontro predestinato, alla svolta che sognavamo fin da bambine (nei nostri vestiti di carnevale dal sapore ottocentesco).

Tutte noi però abbiamo poi dovuto renderci conto che nessun uomo ci salverà.

E’ una consapevolezza che si è fatta strada dentro di me solo recentemente, in fondo. Solo da quando la vita mi ha sbattuto in faccia tutta la sua imprevedibilità, tutto il suo dolore, tutta la sua ingiustizia. Quando ho capito che nessun uomo al mondo, neanche quello che da tanti anni mi è accanto, avrebbe potuto salvarmi. Quando pure insieme a lui, sono stata sola. Come lo è stato lui.

E allora ho capito che per essere felici, felici davvero e anche per amare qualcuno e essere amate, è indispensabile, prima, salvarsi da sole. Acquisire la consapevolezza che, se domani non avremo più un principe al nostro fianco, staremo in piedi. Che la felicità è nostra, e solo nostra. Non dipende da altri, o, almeno, non del tutto.

Che uno spazio nostro, una passione nostra, un successo nostro, un sogno da inseguire nostro, è sempre lì e abbiamo saputo portarcelo nel cuore, anche quando non c’era un uomo accanto a noi, anche quando ci siamo sentite sole pur avendolo accanto e ce lo porteremo con noi anche se avremo un domani di solitudine.

Nessun uomo ci salverà, ragazze, ognuna salvi se stessa. Ognuna cerchi la svolta, la strada giusta, con le proprie risorse, con il proprio cervello e il proprio cuore. E allora, ma solo allora, troverà l’amore vero. Quello che non ci rende più fragili, come troppo spesso succede, ma più forti. Quello che ci fa essere davvero in due, proprio nel momento in cui ci sentiamo in grado di essere sole.

Sarebbe bello che le nostre bambine lo capissero un po’ prima dei quarant’anni e coltivassero un’idea dell’amore che non preveda il principe bello, affascinante e magari ricco che regali loro una vita scintillante.

Quella vita, le nostre bambine, potranno costruirsela da sole o, almeno, dovranno provarci con tutte le loro forze, con tutta la loro passione.

Poi, se ci sarà qualcuno con cui viverla, sarà ancora più bello, ancora più amore, ancora più felicità.

O no?

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