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bambino della notte_bambino immaginario

Chi è “il bambino della notte”?

Diventare genitori non è qualcosa di istantaneo ma è un processo, una transizione, che ha inizio nel momento in cui si scopre di essere in dolce attesa o, ancor prima, quando la coppia sceglie di avere un figlio.

Questo percorso implica che le mamme e i papà inizino a formulare delle fantasie, dei sogni e delle aspettative su quelle che saranno le caratteristiche fisiche, psicologiche e comportamentali del proprio bambino. Da questi desideri origina quello che la psicoanalista Silvia Vegetti Finzi chiama “il bambino della notte”, ossia l’insieme di tutti i grandi e piccoli pensieri sul figlio o sulla figlia (come ad esempio il nome, il sesso, le somiglianze o anche chi diventeranno una volta grandi). Infatti, ciascuno nasce in un contesto familiare e sociale che parla di lui, che lo precede.

Per questi motivi, come riportato dalla Dottoressa Pamela Pace nel testo “Un amore in più. La gravidanza e il tempo dell’attesa” (P. Pace, Edizioni San Paolo 2018), è riduttivo credere che la gravidanza e il parto siano solo eventi che interessano il corpo: questi in realtà sono preceduti e accompagnati da rappresentazioni mentali, da aspetti psicologici ed emotivi importanti, che riguardano sia la propria storia infantile sia la propria identità individuale attuale. Essendo un processo così significativo e personale va sottolineato che ogni donna e ogni uomo hanno i loro tempi soggettivi, necessari per armonizzare le proprie esigenze con le richieste legate alla genitorialità.

Il bambino della notte, il bambino immaginario, il bambino ideale

Al concetto del “bambino della notte” (o “ideale”, oppure ancora “immaginario”) si affianca un’altra nozione che, a livello teorico, è nota come “bambino reale”: al momento della nascita infatti tutti i sogni, le fantasie e le aspettative, anche narcisistiche, che gli adulti hanno sviluppato nei confronti del nuovo arrivato si trovano a fare i conti con un soggetto concreto e vitale, che spesso – come emergerà poi nel corso della crescita – non corrisponde ai loro desideri.

Il mondo mentale della madre e del padre include ora la presenza di un figlio non più prodotto dall’immaginazione, ma portatore di caratteristiche proprie e singolari. Servirà quindi un periodo di conoscenza reciproca per distanziare il bambino reale dai condizionamenti di quello immaginario, dal bambino della notte, e riconoscerlo per come è e non per come si pensa che sia o piacerebbe che fosse.

I bambini reali infatti non saranno perfetti, come ognuno di noi, sbaglieranno e porteranno tanta felicità quanto scompiglio, e il ruolo del genitore sarà sempre quello di offrire loro una base sicura caratterizzata da amore, supporto e regole che permetta di esplorare il mondo in modo sicuro e consapevole.

articolo a cura di:

Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus
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