Il valore delle fiabe

il valore delle fiabe
La lettura delle favole rappresenta un momento altamente significativo nel rapporto tra genitore e bambino, vediamo qual’è il valore delle fiabe.

“C’era una volta…” è una frase che evoca ricordi ed emozioni legate all’infanzia, attraverso racconti letti da una voce calda e familiare: racconti che nella mente davano forma a situazioni di vita, personaggi e luoghi fantastici.

Oggi, raccontare fiabe ai nostri bambini potrebbe sembrare “fuori moda”, ma questo metodo antico e sempre efficace permette di trasmettere morale, valori e soprattutto consente di favorire e stimolare l’immaginazione, motore della creatività.

Le raccolte di fiabe sono nate dalla tradizione orale e, infatti, il miglior modo per trasmetterle a un bambino resta quello di raccontarle mettendo in atto una certa enfasi insieme alla modulazione della voce. Le fiabe venivano narrate oralmente attorno ai focolari o negli ambienti salottieri, venivano trascritte dagli autori più influenti e poi raccolte in differenti volumi.   

Nel corso dei molti decenni trascorsi dalla loro trascrizione e divulgazione, le fiabe sono state analizzate sotto diversi punti di vista. A questo proposito, come affermava lo psicologo e psicoanalista Bruno Bettelheim, la fiaba ha lo scopo di “trovare un significato alla nostra vita”, con la specifica che si tratta del compito più complesso che un individuo si trova ad affrontare! Mediante l’ascolto di un racconto fiabesco, il bambino ha l’occasione di immedesimarsi con mente e corpo in un personaggio a sua scelta, che spesso coincide con l’eroe. Tramite il racconto è poi possibile aiutare i bambini a trasformare situazioni e immagini fantasiose trasportandole nella realtà, attribuendo loro un significato nuovo e più comprensibile.

Il valore delle fiabe è, infatti, che quando si legge una favola si regala ai piccoli un momento divertente che stimola la curiosità e che è anche un vero e proprio “allenamento” alle emozioni: offrendo ai bambini la possibilità di conoscere gli stati emotivi dei vari personaggi è come se, in qualche modo, si fornisse loro anche “uno specchio” che favorisce il riconoscimento e la comprensione dei propri stati d’animo e le conseguenze positive o negative che alcune emozioni potrebbero comportare.

Tra le diverse funzioni positive delle fiabe si può annoverare la distinzione tra “buono” e “cattivo”, tra “bene” e “male”, distinzione che consente così ai piccoli un contatto con emozioni sia positive sia negative.       

Capita spesso, poi, che il genitore si sforzi di trovare la fiaba “giusta” o eviti quella che ritiene “sbagliata” per una certa età. In realtà, per il figlio ciascuna favola può rappresentare un’occasione di divertimento e di intrattenimento; magari con certe fiabe può provare più paura in alcuni punti, ma è il fatto di sentire l’adulto partecipe alla trama che lo rassicura. Per i “piccoli ascoltatori di fiabe”, infatti, un ruolo importante lo svolge chi legge o racconta: è importante che il lettore venga percepito come disponibile ed è grazie al tono di voce familiare e all’affetto trasmesso che si consente una migliore comprensione di quanto ascoltato e delle emozioni che accompagnano il racconto.

Per concludere, mamme e papà possono dedicare uno spazio alla lettura delle fiabe, in quanto è un’attività che può dirsi come un vero e proprio “dono” per il bambino.

Il tempo che un adulto dedica alla lettura delle fiabe per il proprio figlio è un tempo di condivisione dal grandissimo valore educativo, è un “tempo di qualità” soprattutto se, dopo il racconto, si offrono risposte alle domande dei piccoli ascoltatori intrise di curiosità e creatività. Le fiabe frequentemente anticipano, in maniera metaforica, le sfide e le opportunità che si incontreranno nel corso della crescita e questo permette al bambino di guardare ai compiti che lo attendono con il coraggio e la speranza propri dei protagonisti di quel mondo narrativo.

“Le fiabe sono la luce dei sogni” (Fratelli Grimm, “Nuove Novelle”, 1983)


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