Mamma, sei un disastro!

Settimana scorsa ero più maldestra del solito.
Sarà che, oltre alle solite mille cose da fare, il piccolo era malato e il pediatra mi aveva ordinato di tenerlo a casa tutta la settimana (no ma dico, proprio tutta!).
Lunedì mattina, sulla porta di casa, mio figlio mi ha detto che il libro di inglese, lui, a scuola non ce l’aveva.
“No no no, tesoro, è impossibile, guarda bene!”. Vedevo proprio la scena della mia mano che metteva quel libro, accuratamente etichettato, nello zaino blu.
“Io sono si-cu-ra di avertelo dato!”.
Non è che ci fosse molto tempo per discutere, anche perché era appena corsa su la portinaia che mi fa il piacere di tenere il piccolo per quei dieci minuti in cui accompagno l’altro a scuola.
Mentre tornavo a casa però, correndo come una pazza (che la portinaia non può stare mica delle ore) un dubbio si è insinuato nella mia mente, calcolando, tra l’altro, che il mio grande è un precisetti, mica un casinista come me.
Entro in casa, vedo il MIO zaino del computer, ed ecco spuntare…il libro di inglese!
Richiamo la portinaia, che se no il bambino si angoscia, e corro di nuovo a scuola, battendo il record di cento metri piani.
Ormai il commesso mi conosce (ok, lo ammetto, capita abbastanza spesso che io mi dimentichi qualcosa e ritorni a portarla!).
Il giorno seguente arriviamo giù di corsa, sempre per far stare la portinaia il meno possibile, e il bambino mi chiede: mamma, hai messo via la merenda?
Oddio, la merenda…nuoooo!!!
“Va beh dai, te la porto dopo…”.
“No mamma, ti prego, non farmela arrivare anche oggi con il bidello…sono l’unico a cui porta sempre tutto lui…”.
“Forse perché le altre mamme quando dimenticano qualcosa non si prendono la briga di portarla…”
(eh lo so, denigrare le altre mamme per fare bella figura è stata una mossa orrenda, ma cercate di capire…)
“No mamma, le altre mamme si ricordano….”.
“…..”
Arriviamo finalmente a venerdì. Il bambino, già pronto, si blocca.
Mamma, ma oggi è venerdì, c’è palestra! Devi mettere nello zaino una maglietta a maniche corte e anch’io devo avere addosso una maglia a maniche corte, non questa qui che mi hai dato…”.
“Ops, è vero, bravo, bravissimo che ti sei ricordato amore della mamma….
Ecco qui, tutto a posto, per la palestra sei ok”.
Alle 4 mi preparo per andare a prenderlo.
Cerco la mia agenda per devo segnare un appuntamento, che se non scrivo tutto…ciao.
Metto la mano nel mio zaino porta pc…ma cosa c’è qui?
Nuooooo! L’astuccio di scuola del bambino!!!!
Mio Dio, tutto il giorno senza astuccio. Oggi mi uccide. Ieri sera gli ho anche detto “tranquillo, l’astuccio te l’ho messo via io…”.
Arrivo a scuola. Lo vedo in lontananza e già mi guarda con aria di disapprovazione…
“Amore scusa, l’astuccio l’avevo messo nel mio zaino…sei arrabbiato?”
No, mamma, arrabbiato no, perché se tu sei così non è colpa tua (!!). Però ti prego, stai più attenta….”.
Non vi dico come mi sono sentita.
Questa settimana sarò impeccabile, giuro.

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