Prematurità e leggende metropolitane

Quando mi trovavo in ospedale con il mio bimbo prematuro,

ho scoperto che, anche su un tema così delicato,
esiste tutta una serie di leggende metropolitane.
Parlando con le altre mamme ho infatti scoperto che tutte, ma proprio tutte,
avevano un amico, un parente, un conoscente che,
a sua volta, conosceva un certo signore, che chiameremo ‘l’omone’.
L’omone in questione pare sia nato circa cinquant’anni fa (in alcune versioni addirittura sessanta),
di 25 settimane (o al massimo di 27 secondo alcuni).
Sembra che il piccolo, anzi piccolissimo, una volta venuto alla luce sia stato riposto
in una scatola da scarpe riempita di ovatta, un po’ come facevo io quando, da bambina, trovavo i passerotti caduti dal nido nel giardino di casa.
Nella scatola da scarpe il pargolo sarebbe miracolosamente cresciuto.
Niente tecnologia, niente macchine, niente chirurghi.
Solo una scatola di cartone.
Arrivato a termine nella scatola, quello che probabilmente era già un bambinone in piena salute,
è poi cresciuto sano come un pesce e oggi è alto due metri e pesa almeno 100 kg.
Inoltre, per non farsi mancare niente, è un super manager d’azienda o, in alcune versioni, uno scienziato in odore di Nobel o, in altre versioni ancora, un atleta da oro olimpico.
Con le altre mamme della terapia intensiva ci siamo poste alcune domande:
– ma ‘l’omone’ sarà sempre lo stesso, molto noto e molto famoso, o ce ne sono tanti di questi miracolati della scatola da scarpe?
– ma perché spendere tanti soldi in incubatrici sofisticatissime se una scatola di cartone può produrre simili colossi?
Vorremmo chiedere all’omone in questione, ovunque si trovi, di palesarsi.
E ricordare a lui e a tutti quelli che ce ne parlano, che non sarà la sua incredibile storia, né tanto meno i suoi 100 kg, a farci sentire meglio.

6 thoughts on “Prematurità e leggende metropolitane

  1. Giuli, mi stupisco di te. Come puoi criticare delle persone che parlano con cognizione di causa in quanto laureate in So-tuttologia,facoltà di Superficialità-logia,Università della Non-Sapienza?

  2. Sì, l'omone c'era anche dalle mie parti. Era un cugino di qualche prozio di qualche parente.
    Io comunque conosco, personalmente, il caso opposto: quello di un pargoletto nato di cinque chili e duecento grammi conosciuto poi, in età adulta, come "il secco" per esserne arrivato a pesarne pochi di più.

  3. Pure io le ho sentite… Pensa che sono nata nel'70 a 6 mesi e 15 gg., uno scricciolo di poco più di un chilo e per l'epoca ero già una miracolata!
    Non sono una donnona, niente scatola di scarpe ma un po' in sovrappeso, vale lo stesso? ;-))
    M.

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