Gravidanza e Maternità

Ruolo ostetrica: unico e importante

ruolo-ostetrica
Ruolo ostetrica: all’interno di ogni trama, di ogni storia, vi sono figure che – nonostante occupino, magari temporalmente, poco spazio – possono rivestire un ruolo di grande importanza, vediamo qual’è il suo ruolo.

Se guardiamo all’avventura della gravidanza e, nello specifico, a quella della nascita, si staglia tra le altre la figura dell’ostetrica. Una professione relativamente recente, ma che porta con sé alcuni tratti distintivi di quella che l’ha preceduta: la levatrice. Questa, infatti, era sovente una donna che aveva acquisito un sapere appreso dalla sua esperienza e in virtù di queste competenze umane e tecniche si offriva come guida alla partoriente.

Qual’è quindi il ruolo dell’ostetrica? E’ una figura che raggiunge i genitori, e in particolare la futura madre, in quel momento unico, anche caotico e incerto – anche temporalmente incerto – che è il travaglio. Utilizzando le sue capacità, sia tecniche sia empatiche, offre alla partoriente conforto e appoggio: elementi fondamentali anche quando non si è alla prima gravidanza, perché ogni travaglio è unico, nuovo.

Tuttavia è evidente che per potersi affidare, perché un soggetto accetti di lasciarsi guidare da un altro, è indispensabile che vi sia un dialogo, una fiducia. Se questa si realizza, la “levatrice” potrà tradurre dubbi e accogliere le ansie della futura mamma, alleggerendo i fenomeni autosuggestivi che sovente contornano il parto. I corsi preparto sono utili sotto molti aspetti, ma il contatto con un altro soggetto che conforta, con le sue parole e la sua presenza, rappresenta e offre un aiuto unico nel gestire le emozioni “extra-large” che riempiono l’Attesa per eccellenza.

La preziosità della relazione con l’ostetrica non si esaurisce inoltre nel momento del parto: se si è instaurato un dialogo, questo può certamente continuare anche dopo la nascita del bambino, trattando paure, dubbi e domande relativi alla cura.

In conclusione riguardo il ruolo dell’ostetrica, se c’è “musica” durante i mesi dell’attesa, se c’è una sinfonia che anticipa e “accoglie” il bambino – costituta dai desideri, dalle scelte, dai vissuti della coppia relativi al senso della gravidanza e della nascita – come scrive la psicoanalista Pamela Pace nel suo testo Un amore in più (Edizioni San Paolo, 2018), possiamo intendere il parto come uno dei vertici di questo “concerto”, in cui, tra i vari strumenti che si accordano, figura anche l’ostetrica.

Articolo a cura di:
Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus
Via Amedeo D’Aosta, 6 – Milano
info@pollicinoonlus.itwww.pollicinoonlus.it
800.644.622


leggi altro su gravidanza e maternità

Leggi anche