I sensi di colpa delle mamme dei prematuri

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I sensi di colpa delle mamme dei prematuri sono spesso enormi e ingestibili: anche se non ha alcun senso, il fatto di non essere riuscite a portare a termine la gravidanza le fa sentire terribilmente inadeguate.

E di sicuro non basta dire loro di non pensarci, che non hanno nessuna colpa.

Nella mia situazione i sensi di colpa vanno assumendo dimensioni colossali e così anche un caffè nel bel bar sotto casa sa di peccato.

Ma questa mattina mi sono fermata, pur sapendo di sballare “l’orario tiralatte”. Il locale è sempre uguale, le persone anche. Qualcuno ha guardato la mia pancia di sfuggita, ma poi non ha chiesto niente. I giornali di oggi appesi e la gara per accaparrarsi il Corriere, mentre Il Sole se ne resta lì a penzoloni con aria malinconica. Le chiacchiere sul paese, sulle escort, sullo sport, sul lavoro. I pettegolezzi. Le perle di saggezza del popolo modaiolo, in questi giorni in fermento. Qualche modella che corre, qualche incravattato che commenta. Cappucci, caffè, cornetti e dolcetti che passano veloci.   Qualche mamma con il passeggino che parla delle nuove maestre o del primo giorno di scuola.

Allora la vita continua. Il mondo di sempre è qui ad aspettarmi. Fuori dalla terapia intensiva. Questo pensiero mi ha fatto stare bene.   Sono corsa a casa, ho acceso il pc. E un altro pensiero mi ha attraversato la mente. Non ho pagato la colazione. Cappuccio e brioche. Torno giù. Che figura. Anch’io sono sempre la stessa. Per fortuna.

I sensi di colpa delle mamme dei prematuri aggiungono sofferenza alla sofferenza. Dovremmo capire che non siamo sbagliate noi, ma che un destino assurdo e senza senso ci ha buttate in questo percorso difficile. E davvero non è colpa di nessuno.

Il nido di vetro è il libro che racconta la storia mia e del mio bambino prematuro.

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