SFERA EBBASTA E I RAGAZZINI CHE SIAMO STATI

Sfera Ebbasta

Mai avrei pensato in vita mia di scrivere un post in difesa, per dir così, di Sfera Ebbasta. Conosco molto poco le sue canzoni, ma negli ultimi due giorni me le sono un po’ ascoltate. Ok, le trovo orrende dal punto di vista musicale e oscene per quanto riguarda i testi. Sono anche molto contenta che i miei figli, per ora, non lo ascoltino né si interessino a lui (oggi chiederò al mio grande un parere). Detto questo, quanto la tragedia terribile accaduta nel locale di Corinaldo ha ben altre responsabilità: gli organizzatori che per avidità hanno venduto ben più biglietti di quanto consentito dalla capienza del locale e dalle norme di sicurezza, e i ragazzi che hanno spruzzato lo spray urticante: bravata, scherzo, voglia di fare casino? Non lo so, di certo totale irresponsabilità e incapacità di valutare le conseguenze delle proprie azioni.

Detto questo, chi in questi giorni sembra voler attribuire a Sfera Ebbasta e ai suoi messaggi, indubbiamente diseducativi, una qualche responsabilità sbaglia di grosso, secondo me. E invece di attribuire al trapper nostrano le  colpe di quanto accade ai nostri ragazzi, dovremmo fare una riflessione sulle nostre responsabilità e sul mondo che stiamo consegnando loro. 

Io sono sempre stata la classica brava ragazza, diciamolo. Fin troppo. Eppure sono stata (e sono tutt’ora) una fan sfegatata di Vasco Rossi. E a ripensarci le sue canzoni non erano proprio edificanti: cocaina, sesso, alcool, parolacce. Vorrei ricordare titoli come Fegato spappolato o Ieri ho sgozzato mio figlio. Robe terribili, insomma. Robe che una delle mie amiche più care, che ascoltava solo Baglioni, mi considerava una pazza. Eppure, pur ascoltando Vasco e andando ai suoi concerti, pur respirando marjuana passivamente a San Siro piuttosto che all’Ippodromo di Varese (quando il buon Vasco arrivò talmente fatto da non riuscire quasi a cantare), non ho mai fatto in vita mia (giuro) neanche un tiro di spinello. Né ho avuto una vita particolarmente spericolata, ahimè. E non trovavo le due cose (ascoltare musica “maleducata” e essere una brava ragazza) in contrasto. Anzi. Forse quelle canzoni, che sono state davvero la colonna sonora della mia adolescenza, mi aiutavano ad evadere un po’, a sognare di trasgredire, di uscire da quei binari che, di fatto, seguivo senza deviazioni. Per il semplice fatto che i miei genitori avevano saputo educarmi e insegnarmi due cose per cui ancora oggi li ringrazio: la sobrietà e soprattutto la forza di saper pensare sempre con la mia testa, senza vergognarmi di non uniformarmi al gruppo. 

Il problema insomma non è Sfera Ebbasta né il contenuto dei suoi testi, per quanto espressione di una totale mancanza di valori. Del resto non spetta di sicuro al cantante del momento l’educazione dei giovani. Troppo comodo dire che se un ragazzino pensa solo ai vestiti firmati o si droga è colpa di Sfera.

Il problema sono gli adulti, troppo spesso non in grado di far appassionare i ragazzi ai valori veri e anzi frequentemente propensi a perderli di vista loro stessi.