Smartphone e bambini: connettiamoci attivamente

Smartphone e bambini

Si discute molto su quale sia l’età giusta per regalare uno smartphone ai bambini. Secondo la maggior parte degli esperti, per una lunga serie di ragione sarebbe meglio aspettare la fine delle medie o comunque i 13 anni del bambino. Di fatto però l’età in cui lo smartphone diventa per i bambini strumento di uso quotidiano sta scendendo sempre di più.

In ogni caso, una volta che si è deciso di dare uno smartphone al nostro bambino è bene insegnargli ad usarlo in modo corretto. Questo è lo scopo del progetto Connettiamoci attivamente dell’Associazione Culturale Progetto Attivamente in collaborazione con l’Unità Operativa Complessa di Pediatria della Fondazione Policlinico A. Gemelli, volto a promuovere un uso positivo del web.

Il manifesto Connettiamoci attivamente sarà diffuso nella scuole primarie e secondarie di primo grado durante l’anno 2019/20.

L’idea è quella che bambini e ragazzi debbano usare bene uno strumento ricco di potenzialità ma non privo di rischi se gestito in modo non corretto.

I punti del manifesto sono 10 e coprono tutte le problematiche a cui lo smartphone può esporre i bambini.

Lo smartphone deve avere una password conosciuta dai genitori e solo da loro. I bambini non devono rispondere a chiamate di socnosciuti e rispondere invece sempre alle chiamate dei genitori. Il manifesto richiama poi l’attenzione sulle onde elettromagnetiche, per cui ricorda ai ragazzi di usare l’auricolare e di non tenerlo sempre addosso, meglio in uno zainetto. Trovare un posto in casa, come un “garage” per il cellulare, che possibilmente non si trovi nella camera dove si dorme. In famiglia dovrebbero essere stabiliti i momenti in cui usarlo e i tempi, in modo che non interferisca con le altre attività: come tutte le dipendenze anche quella da smartphone è nociva. Importante anche evitare le ore serali: è dimostrato che l’uso dello smartphone prima di coricarsi disturba il riposo notturno. C’è poi un richiamo al rispetto di sè e degli altri e alle conseguenze che inviare immagini o dire cose offensive online ha delle conseguenze spesso incontrollabili. Alla fine c’è un richiamo all’importanza delle esperienze e della vita offline. Lo smartphone non deve e non può interferire con la capacità dei ragazzi di relazionarsi con gli altri o di concentrarsi su quello che stanno facendo nella vita reale.


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