Terapia Intensiva Neonatale: dentro e fuori

terapia intensiva neonatale
Quella della Terapia Intensiva Neonatale è un’esperienza molto forte e anche quando si è fuori da quel mondo e dall’ospedale, una parte di sè resta lì dentro, ancorata a quel luogo dal quale non è poi così facile uscire veramente.

L’altro giorno mi hanno regalato per il piccolo
un bavaglino con ricamata la data in cui è uscito dall’ospedale.
Data memorabile, certo.
Del resto un’altra mamma aveva quasi deciso di festeggiare il compleanno della sua bimba
nel giorno delle dimissioni e non quello in cui era nata.

Però i mesi di ospedale, in quella Terapia Intensiva Neonatale, ci sono stati.
E non si annullano così,
fissandosi su una data piuttosto che su un’altra,
facendo finta che non siano mai esistiti.

“Sono legatissima a quel reparto,
è come se ci fossi ancora dentro”,
ha confessato un’altra mamma.

Bé, mi consolo perchè per me è lo stesso.

Pochi giorni fa mi hanno detto che devo assumere un po’ di distacco
da quella vicenda, da quel periodo, da quel luogo e da quelle persone.

Facile più a dirsi che a farsi.
Credo che nelle cose ci si debba restare un po’ per capirle meglio,
per elaborarle,
forse anche per staccarsene,
al momento giusto.

Ma da qualche giorno mi chiedo:
per quanto tempo bisogna stare dentro alle cose
per uscirne davvero?

Per quanto tempo indugiare dentro,
per poi essere davvero fuori?

La difficoltà a staccarsi veramente dalla Tin è il vissuto di tante mamme che a causa della prematurità o di altre problematiche hanno avuto i loro bambini ricoverati lì. Un po’ si tratta della paura di gestire il bambino, che ci sembra così fragile e bisognoso di aiuto, da sole, senza l’aiuto e a presenza continua del personale medico. E poi quando si passano tanti mesi in un mondo così diverso da quello “fuori”, un mondo in cui vigono regole completamente differenti da quelle a cui si è abituati nella normalità, non è facile riadattarsi. Per non parlare dei rapporti meravigliosi di amicizia e solidarietà che nascono in una Tin con gli altri genitori e anche con il personale medico.


Il nido di vetro è il libro che racconta la storia del mio bambino prematuro e il mondo della Terapia Intensiva Neonatale.


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2 thoughts on “Terapia Intensiva Neonatale: dentro e fuori

  1. Perché staccarsene? Altra cosa è guardare l'accaduto con distacco, forse è questo quello che dovresti fare.
    I mesi passati in ospedale faranno parte del vissuto tuo e del tuo bambino, riuscire a ricordarli nella maniera giusta, serenamente e senza l'ansia che avrai provato in quei momenti, farà sì che un domani tu possa dire che siete stati fortunati ad aver incontrato le persone giuste, i medici in gamba e a crescere bene come madre e figlio, esempio e stimolo per chi si troverà a vivere una storia come la vostra.

  2. Non credo ci sia una risposta giusta…ci sarà un momneto in cui il presente prenderà il sopravvento sul passato…quando sarai/sarete pronti quello è il momento giusto.

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