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Piccolo vocabolario del web

Piccolo vocabolario del web: “social” e “avatar”

Ci sono parole che, nel giro di pochi anni, sono entrate così tanto nella nostra quotidianità da sembrare quasi scontate. Termini come “profilo”, “like”, “follower”: le sentiamo continuamente, e non solo dalle nuove generazioni, spesso le utilizziamo anche noi pur conoscendone talvolta il significato solo superficialmente.

Ma cosa ci possono dire queste parole sul modo in cui ragazzi e ragazze vivono il mondo digitale?

Piccolo vocabolario del web

Iniziamo con i social. La parola è l’abbreviazione di “social network” e indica quelle piattaforme digitali che permettono di entrare in contatto con altri utenti e condividere contenuti. Instagram e TikTok, in particolare, fanno ormai parte della quotidianità della maggior parte degli adolescenti.
Definirli semplicemente come “app” in cui si pubblicano fotografie o brevi video, però, rischia di essere riduttivo. Per un ragazzo, essere sui social può significare tante cose: sentirsi parte di un gruppo, seguire ciò che fanno gli amici oppure tenersi aggiornato su ciò che gli interessa. Possono diventare preziosi spazi di condivisione e relazione, come abbiamo potuto osservare durante la pandemia di Covid-19, ma al contempo rivelarsi anche contesti forieri di rischi e criticità.
Proprio per lo spazio significativo che occupano nella vita dei ragazzi, è importante che i genitori si interessino a questo mondo. Da adulti, è naturale avere uno sguardo protettivo ed è importante interessarsi ai rischi legati a un utilizzo poco consapevole o eccessivo. Altrettanto importante, però, è permettere ai giovani di raccontarci il loro modo di vivere il digitale.

Arriviamo così a un’altra parola: avatar. Nel linguaggio digitale, indica l’immagine, il personaggio o la figura attraverso cui una persona sceglie di rappresentarsi online.

L’avatar può essere scelto tra diverse opzioni oppure, in alcuni casi, anche creato dall’utente. Non deve necessariamente assomigliare alla persona reale: può rappresentare un aspetto di sé, un modo di sentirsi o semplicemente qualcosa che piace.

Soprattutto durante l’adolescenza, quando l’immagine di sé è ancora in trasformazione, scegliere come apparire agli altri può essere un modo per esplorare diversi aspetti di sé. Attraverso un avatar, ad esempio, il ragazzo può decidere come essere visto, quali lati di sé far emergere e quali, magari, nascondere. In tal senso, l’identità digitale costruita in questi spazi e quella espressa nella vita quotidiana, pur non coincidendo, si influenzano reciprocamente, intrecciandosi in un dialogo in continua evoluzione.
Domandarsi quindi cosa abbia spinto un giovane a scegliere un determinato avatar oppure mostrare interesse per i contenuti che ama guardare può essere un’occasione per dialogare: non per controllare o giudicare la scelta, ma per interessarsi al suo mondo e magari aiutarlo a sentirsi accolto anche nelle parti di sé che fa più fatica a mostrare.

Conoscere un piccolo vocabolario del web, allora, non vuol dire solo imparare il linguaggio del digitale, ma cercare di capire meglio gli spazi in cui i nostri figli comunicano, si raccontano e costruiscono una parte della loro esperienza.

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