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Quanto costa mandare un figlio a scuola

Quanto costa mandare un figlio a scuola nel 2026/2027

Libri scolastici, materiale di cancelleria, zaini e dizionari: quanto costa mandare un figlio a scuola per le famiglie per il ritorno a scuola 2026/2027? Dalla scuola primaria alle superiori cambiano regole e costi. Ecco i tetti di spesa per i libri di testo, quando possono essere superati e quali spese devono mettere in conto i genitori.

Il ritorno a scuola porta con sé una delle spese più temute dalle famiglie: l’acquisto dei libri scolastici e del materiale necessario per affrontare il nuovo anno.

Per alcuni genitori il conto è relativamente contenuto, soprattutto alla scuola primaria, dove i libri di testo vengono forniti gratuitamente agli alunni. Dalle scuole medie in poi, invece, la spesa può raggiungere diverse centinaia di euro per ogni studente.

E non sempre il tetto di spesa fissato dal Ministero coincide con quanto una famiglia finisce realmente per spendere.

Libri scolastici 2026/2027: quanto si spende?

Per l’anno scolastico 2026/2027 il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha stabilito specifici tetti di spesa per la dotazione libraria della scuola secondaria di primo e secondo grado.

Per la scuola media, i limiti sono:

  • 303 euro per la prima classe;
  • 121 euro per la seconda classe;
  • 136 euro per la terza classe.

Alle scuole superiori, invece, il tetto varia in funzione dell’indirizzo di studi e dell’anno di corso. In alcuni percorsi, il limite per il primo anno arriva a 346 euro.

Si tratta di importi che rappresentano un riferimento per la dotazione libraria prevista dalla scuola e non devono essere confusi con la spesa complessiva che una famiglia può sostenere durante l’anno.

Scuola primaria: i libri sono gratuiti?

Una delle principali differenze riguarda proprio la scuola primaria.

I libri di testo della scuola primaria sono forniti gratuitamente agli alunni, con costi sostenuti dai Comuni e modalità di distribuzione che possono cambiare in base alla normativa regionale. In molte realtà il sistema utilizza le cosiddette cedole librarie.

Questo significa che i genitori, normalmente, non devono acquistare direttamente i libri obbligatori della primaria come avviene invece per medie e superiori.

La gratuità dei libri, naturalmente, non significa che l’inizio dell’anno scolastico sia completamente privo di costi: zaini, astucci, quaderni, cancelleria, grembiuli e altro materiale possono comunque incidere sul bilancio familiare.

Tetto di spesa dei libri scolastici: può essere superato?

Sì. Ed è uno degli aspetti che i genitori dovrebbero conoscere.

Per l’anno scolastico 2026/2027 il tetto di spesa può essere superato fino al 20%, ma lo sforamento deve essere motivato e seguire l’iter previsto dalla normativa scolastica, con il coinvolgimento degli organi collegiali.

Facciamo un esempio.

Se il tetto previsto è di 303 euro, il 20% aggiuntivo porta il limite a 363,60 euro.

Se invece il tetto è di 346 euro, si può arrivare a 415,20 euro.

Per questo motivo è importante non considerare il tetto ministeriale come una cifra assoluta oltre la quale una scuola non possa mai andare.

Perché la spesa reale può essere più alta?

Il problema è che il costo dei libri non esaurisce necessariamente tutte le spese scolastiche.

Una famiglia può infatti trovarsi ad acquistare, oltre ai testi adottati:

  • libri o materiali consigliati;
  • dizionari;
  • quaderni e cancelleria;
  • strumenti specifici richiesti per determinate materie;
  • zaino e astuccio;
  • diario;
  • materiale per laboratori e attività didattiche.

In particolare, i testi consigliati devono essere distinti dai libri adottati e sono soggetti a regole specifiche. Non tutto ciò che viene indicato dalla scuola, quindi, deve essere automaticamente considerato nel tetto ministeriale.

Il risultato è che il tetto di spesa dei libri scolastici non rappresenta necessariamente il costo totale sostenuto dai genitori.

Quanto costa mandare un figlio a scuola nel 2026/2027?

A pesare sul bilancio familiare non sono soltanto i libri.

Secondo una stima diffusa dal Codacons nell’agosto 2026 e riportata dall’ANSA, per l’anno scolastico 2026/2027 il costo complessivo di libri, dizionari, zaini, diari, quaderni, cancelleria e altro materiale può arrivare fino a circa 1.300 euro per studente.

Per i soli libri di testo, la stima indica inoltre un aumento medio dei prezzi dell’1,8% rispetto all’anno precedente.

È importante sottolineare che si tratta di una stima, non di un importo obbligatorio o uguale per tutte le famiglie. La spesa varia infatti in base alla scuola, alla classe frequentata, all’indirizzo di studi e alle scelte della famiglia.

Come risparmiare sui libri scolastici

Di fronte a una spesa che può diventare importante, soprattutto per chi ha più figli, ci sono alcune strategie che possono aiutare a ridurre il conto finale.

1. Controllare l’elenco ufficiale dei libri

Prima di acquistare qualsiasi testo è bene verificare l’elenco ufficiale dei libri adottati dalla classe. In questo modo si evita di comprare per errore un volume non richiesto o un’edizione diversa da quella indicata.

2. Valutare i libri usati

Per molte famiglie i libri scolastici usati rappresentano una delle possibilità più immediate per risparmiare.

Prima dell’acquisto, però, bisogna controllare attentamente ISBN, edizione e anno di pubblicazione: un’edizione precedente potrebbe non essere compatibile con quella adottata dalla scuola.

3. Confrontare i prezzi

Anche quando il libro è nuovo, può essere utile confrontare più rivenditori e verificare eventuali promozioni, sconti o iniziative dedicate alle famiglie.

4. Non acquistare automaticamente tutti i testi consigliati

I genitori possono verificare con la scuola quali materiali siano effettivamente necessari e quali siano invece semplicemente consigliati.

Questo è particolarmente importante quando l’elenco comprende numerosi volumi aggiuntivi.

5. Informarsi sulle agevolazioni

Le famiglie con redditi più bassi possono avere accesso a contributi regionali o comunali per l’acquisto dei libri scolastici, secondo requisiti e modalità che cambiano da territorio a territorio.

Per questo è consigliabile controllare il sito del proprio Comune, della Regione e dell’istituto scolastico e verificare ogni anno le scadenze per presentare la domanda.

Dove comprare i testi scolastici risparmiando

Il vero costo della scuola: non solo i libri

Il sistema dei tetti di spesa serve a contenere il costo della dotazione libraria, ma non fotografa necessariamente l’intera spesa che una famiglia sostiene per mandare un figlio a scuola.

Alla primaria i libri obbligatori sono gratuiti, mentre dalle medie e soprattutto alle superiori possono essere necessari diversi centinaia di euro solo per la dotazione libraria. A questa cifra si aggiungono poi il materiale scolastico e, in alcuni casi, ulteriori testi o strumenti.

Materiale scolastico, i consigli per risparmiare

La situazione può diventare ancora più impegnativa per le famiglie con due o più figli in età scolare: se più ragazzi iniziano contemporaneamente un nuovo ciclo di studi, le spese possono sommarsi nello stesso periodo dell’anno.