Nei primi anni di vita, il bambino cresce all’interno di un ambiente protetto, in cui i suoi bisogni vengono soddisfatti direttamente dai genitori. In questo contesto familiare sicuro e accogliente, inizia a sviluppare le sue prime curiosità, ponendo domande, come i famosi “perché”. Tuttavia, è con l’ingresso nella scuola elementare che questo equilibrio cambia. Il bambino si apre a un mondo nuovo, fatto di regole, impegni e soprattutto relazioni diverse. Incontra nuove figure di riferimento, come insegnanti e compagni di classe, e comincia a vivere le sue prime vere responsabilità.
La scuola rappresenta il primo “teatro sociale” della sua vita, ed è in questo contesto che riceve una prima conferma esterna della fiducia e dell’autostima. L’amicizia, a scuola, non è più qualcosa di spontaneo come lo possono essere i legami familiari, ma nasce dalle scelte del bambino, fatte in autonomia.
Parallelamente, il bambino viene gradualmente chiamato a rispondere delle proprie azioni: deve svolgere i compiti, rispettare le regole, impegnarsi per ottenere risultati scolastici. Questo cambiamento segna una svolta importante, non solo per lui, ma anche per l’intera famiglia. L’ingresso nella scuola comporta infatti una trasformazione del ruolo genitoriale. Se prima erano i genitori le uniche guide educative, ora vi sono nuove figure come gli insegnanti, che accompagnano il bambino nella sua crescita. Accettare questo passaggio può non essere semplice.
Se la caverà alle elementari ?
L’inizio dell’autonomia scolastica, dunque, può suscitare nei genitori emozioni contrastanti. Possono emergere dubbi, insicurezze e preoccupazioni. È normale chiedersi: “Ce la farà?”, “Sarà in grado di affrontare tutto questo?”. In tale contesto, è utile ricordare che ogni bambino affronta il proprio percorso in modo unico e personale, con i suoi tempi, le sue risorse e le sue fragilità.
Tra le emozioni più comuni che si manifestano in questa fase c’è l’ansia, sia per i genitori sia per i figli. Secondo la Dott.ssa Pamela Pace, presidente dell’Associazione Pollicino, l’ansia è uno stato emotivo naturale, che può emergere in ogni fase della vita. Nel suo libro “Che ansia!” (Edizioni San Paolo, 2020), sottolinea come l’ansia scolastica sia una condizione piuttosto frequente, non solo tra i bambini, ma anche tra i ragazzi più grandi. La scuola, infatti, è un luogo di sfide continue: si è chiamati a confrontarsi con aspettative, valutazioni, dinamiche sociali, confronti con i pari. Nei bambini, l’ansia può manifestarsi in diverse modalità ed è fondamentale che queste manifestazioni vengano accolte senza allarmismi, ma anche senza essere trascurate, prendendo in considerazione la possibilità, qualora la preoccupazione si intensifichi, di poter contattare un professionista. In definitiva, l’ingresso nella scuola elementare rappresenta una delle tappe più significative nella vita di un bambino, ma anche in quella del genitore. È un momento intenso, carico di emozioni, che segna l’inizio di un percorso lungo e trasformativo.
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