DI BOTOX E AUTOSTIMA FEMMINILE

Mi sono ritrovata giusto ieri a passare per Via Brera e Via Montenapoleone proprio nel primo giorno della settimana della moda. E osservavo quante donne dai quaranta in su avevano volti gonfiati e stravolti dal botox, zigomi irrealistici, labbra assurde, visi levigati che neanche a 15 anni. Questa mattina poi leggo su Repubblica che negli Stati Uniti sempre più donne chiedono ai chirurghi di farle somigliare a Melania Trump e a sua figlia Ivanka.

Ora, io amo le donne che si prendono cura di sé e anche un po’ di paura di invecchiare ci sta. Chi di noi ne è immune?

Il problema è l’idea di nascondere la propria infinita insicurezza dietro maschere di botox, dietro labbra provocanti e finte, dietro ad un aspetto aggressivo quando si è fragili più che mai.

Proprio nel momento in cui si parla di parità, nel momento in cui studiamo, viaggiamo, lavoriamo, o almeno ci proviamo, l’insicurezza è il più grande male di noi donne.

L’insicurezza e l’incapacità, diffusa ancora più del botox, di stare da sole. Sole con se stesse, senza avere bisogno di un uomo affianco, possibilmente ricco e potente, che ci dia delle conferme.

Insomma, troppe donne apparentemente indipendenti, mancano ancora di autostima e pensano, proprio come qualche decennio fa, che la pienezza della loro identità possa realizzarsi solo nella coppia o, peggio, nello sguardo di un uomo, magari più giovane, che dia loro conferme rispetto al loro valore.

E se prendersi cura di se stesse significasse non solo stare a dieta e curare il proprio aspetto, ma accettare le proprie fragilità e insicurezze come una parte di sé su cui lavorare con altrettanto impegno?

Ma poi davvero essere Melania Trump è così auspicabile? Davvero vorremmo un uomo come suo marito Donald al nostro fianco?

In fondo, non vorremmo solo essere amate da un uomo tra le cui braccia poter essere anche fragili e imperfette?

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